Il prosciutto in un clic: arriva la foto-maratona!

Si chiama «Il prosciutto in un clic»: è la prima foto-maratona legata al Festival del Prosciutto. Si terrà domenica 6 settembre, organizzata dal vivacissimo Fotocircolo Amatoriale Langhiranese, che dopo aver organizzato in pochi mesi due mostre – «Langhirano Ieri e oggi» e « La Langhirano di Nando» -, ora lancia la chiamata alle armi, per creare una mappa fotografica collettiva del gusto. La «Fotomaratona del prosciutto» è un concorso per fotografie digitali, nel quale i partecipanti avranno a disposizione 8 ore di tempo per realizzare 4 fotografie, una per ogni tema indicato. I temi verranno resi noti il giorno stesso in cui si svolgerà la maratona. La «Fotomaratona» è aperta a tutti dai 15 anni in su. Il costo dell’iscrizione è 20 euro, comprensivo di buono pasto per un piatto di prosciutto e una bibita. Si svolgerà, come detto, domenica 6 settembre, dalle 10, con partenza dalla Pro loco di Langhirano, in piazza Ferrari 4. Per i vincitori ci sono in palio buoni acquisto e sette prosciutti di Parma.

Fonte: http://www.gazzettadiparma.it/news/fotografia-/292583/Il-prosciutto-in-un-clic-.html

La maglia con le fette di prosciutto del Guijuelo!

Non c’è più limite alla “fantasia” di chi disegna le magliette delle squadre di calcio. Come nel caso del Guijuelo, formazione di seconda divisione di Salamanca, in Spagna, che ha presentato la seconda maglia che riproduce le fette di jamon iberico, il prosciutto locale, che la coprono totalmente. Una maglia davvero discutibile,sul piano etestico, che però sta già facendo parlare della squadra e del suo sponsor tutto il mondo.

Il perché è facilmente spiegabile: uno degli sponsor è un produttore di prosciutto, che oltre a mettere il suo marchio sulla parte posteriore della “camiseta”, ha voluto caratterizzare così lanuova maglia della squadra i cui colori sociali sono il bianco e verde.

 Fonte: http://www.todaysport.it/2015/08/13/la-maglia-con-le-fette-di-prosciutto-del-guijuelo_20438/

La scienza del prosciutto!

Per ottenere un prosciutto crudo più buono e sano la moderna tecnologia zootecnica e tecnico-alimentare consente soluzioni innovative. Ed è proprio grazie alla collaborazione tra centri di ricerca, università e filiera produttiva che i ‘frutti’ sono oggi a portata di mano. Iniziato nel 2011 e finanziato da Ager, l’iniziativa delle fondazioni bancarie tra cui la friulana Fondazione Crup, il progetto HepiGet ha riguardato la suinicoltura e, nello specifico, la produzione di prosciutti a Denominazione di origine protetta (Dop) di alta qualità, come il Parma e il San Daniele, due eccellenze della produzione agroalimentare italiana.
L’allevamento del suino – spiega Bruno Stefanon dell’ateneo friulano – costituisce il primo elemento per ottenere dei prodotti di qualità e la selezione di soggetti idonei alle richieste dell’industria di trasformazione oggi si può avvalere delle più moderne tecnologie genomiche. I risultati del progetto propongono degli studi mirati a identificare processi di lavorazione delle cosce innovativi e da proporre all’industria di trasformazione”.

Studi in diverse direzioni

Il programma di ricerca è stato molto articolato e ha raggruppato attività estremamente diverse. Una prima ricerca è stata condotta con uno studio a livello genomico su oltre 900 suini per individuare geni che controllano la deposizione di grasso intramuscolare, oltre allo spessore e composizione in acidi grassi del lardo dorsale in particolare. Questi caratteri, le cui basi genetiche sono poco note, sono molto importanti per la qualità della carcassa e della carne e influenzano in modo rilevante la qualità tecnologica della materia prima per ottenere prodotti stagionati di elevata qualità, principalmente i prosciutti crudi Dop. Un gruppo di ricerca si è occupato dello studio del carattere resistenza alla Prrs, una patologia infettiva che rappresenta un grave problema economico per molti allevamenti suini. L’obiettivo era la ricerca di marcatori genetici per la resistenza alla Prrs e, in tal modo, orientare la selezione verso animali con una maggiore resistenza alle malattie.

Cloruro di sodio in primo piano

Una seconda linea di ricerca è stata finalizzata alla messa a punto di nuovi protocolli per la riduzione del sale nei prosciutti, crudi e cotti, senza alterarne le qualità nutrizionali e organolettiche. I valori presi a riferimento sono stati di una riduzione del cloruro di sodio di circa il 25% rispetto al valore medio del prodotto nazionale: sono, quindi, stati monitorati tutte le fasi di produzione compresa la stagionatura per il prosciutto crudo e valutati molti parametri, in particolare i cali di peso, e l’incidenza che la riduzione del sale può indurre nelle caratteristiche gustative del prodotto.

Un ulteriore aspetto di particolare interesse ha riguardato lo studio e la caratterizzazione dei peptidi bioattivi e biofunzionali che si originano dalla digestione dei prodotti stagionati con ridotto contenuto di sale e a cui si sono aggiunti una serie di approfondimenti sul valore nutrizionale di questi prosciutti. Una ricerca, quindi, a forte impatto e ricaduta sul consumatore per il contributo che dà al contenimento delle malattie cardiovascolari.
Una terza linea ha riguardato la messa a punto di nuove metodologie per una migliore sanificazione delle carcasse mediante un innovativo sistema di depilazione, che consiste nell’utilizzo di una soluzione depilante basata su reagenti chimici in cui viene immersa la carcassa suina. Questo per diminuire l’incidenza batteriologica sulla carcassa e avendo anche verificato che non si hanno ripercussioni sulla qualità della carne fresca e del prosciutto stagionato.
Infine, l’ultima linea di ricerca ha studiato come ridurre il ‘difetto di vena’, un problema che può manifestarsi durante la stagionatura e che ha grosse ripercussioni sulla vendita del prodotto.

Fonte: http://www.ilfriuli.it/articolo/Gusto/La_scienza_del_prosciutto/10/145668

In arrivo il Festival del Prosciutto: inaugurerà Cannavacciuolo

(REPUBBLICA.IT – PARMA) La 18esima edizione del Festival del Prosciutto di Parma 2015 sarà inaugurata dallo chef pluristellato Antonino Cannavacciuolo venerdì 4 settembre a Langhirano. Ai tradizionali interventi delle istituzioni seguirà il suo spettacolare show cooking in Piazza Ferrari, appositamente allestita con un maxi schermo in grado di riprendere la sua maestria ai fornelli.

La rassegna continuerà fino al 20 settembre: una grande festa fatta di buon cibo, musica e cultura per celebrare e degustare il Re dei Prosciutti nelle sue mille sfaccettature e per apprezzare le bellezze naturalistiche e culturali del territorio in cui nasce e a cui è strettamente legato. Parma e tutti i comuni della provincia metteranno a disposizione dei visitatori un programma variegato di iniziative che spazierà dalle degustazioni agli eventi culturali, dagli spettacoli musicali alle escursioni naturalistiche.

Prosciutto a tutto tondo – “Finestre Aperte”, che da sempre riscuote un enorme successo, resta l’appuntamento principe della manifestazione: tutti gli appassionati potranno visitare i prosciuttifici aperti per l’occasione e assistere al ciclo di lavorazione del Prosciutto di Parma. Confermato il servizio navette gratuito che accompagnerà i visitatori nella zona di produzione.

Nel primo fine settimana a Langhirano nascerà la “Cittadella del Prosciutto di Parma”: tutta via del Popolo si riempirà di decine e decine di gazebo dove le aziende potranno raccontare e promuovere il proprio prodotto. Un’area più grande sarà invece dedicata a incontri tra produttori e visitatori, degustazioni guidate, verticali, abbinamenti con altri prodotti di eccellenza e altri eventi. Ma non finisce qui. Il Festival quest’anno ospiterà anche alcuni “colleghi”: sempre nel primo fine settimana Langhirano accoglierà infatti altri Prosciutti DOP italiani e esteri protagonisti di alcune iniziative e dimostrazioni legate alla promozione e alla degustazione.

Quest’anno inoltre il Festival si arricchisce del progetto “I Ham Parma” ideato dal Consorzio del Prosciutto di Parma che coinvolgerà i locali e ristoranti di Parma e provincia proprio nei giorni della manifestazione che proporranno il Prosciutto di Parma in versioni inedite. Tutte le ricette saranno protagoniste di un gustoso concorso disponibile sul sito www.ihamparma.com che coinvolgerà direttamente i consumatori.

Anche il Museo del Prosciutto e dei Salumi di Parma vi aspetta nell’antico Foro Boario di Langhirano. Dopo la visita sarà possibile degustare diverse stagionature del Prosciutto di Parma.

Il Festival arriva in città – Come di consueto, ci sarà anche il Bistrò del Prosciutto di Parma realizzato con il patrocinio e la co-organizzazione del Comune di Parma, sotto i Portici del Grano, a Parma. Qui tutti i giorni sarà possibile degustare il Prosciutto godendo delle bellezze del centro da una posizione privilegiata e suggestiva. Tante le iniziative in programma dal 5 al 13 settembre.

Anche l’associazione “Cheftochef emiliaromagnacuochi” domenica 6 settembre farà tappa al Festival del Prosciutto di Parma nell’ambito del progetto “L’Emilia-Romagna in viaggio verso Expo”, un viaggio appunto che attraversa l’Emilia-Romagna fino alla città di Milano per le sue vie di terra e acqua, dedicato ai prodotti agroalimentari di qualità, all’educazione alimentare, all’informazione, alla conoscenza della biodiversità e della qualità sostenibile e all’innovazione. Domenica 6 settembre Parma ospiterà in Piazza Garibaldi i cuochi dell’Associazione impegnati nel progetto che racconteranno attraverso uno show cooking e le loro ricette i prodotti di eccellenza, i territori e la tradizione dell’Emilia Romagna.

E ancora… – Per gli estimatori del buon vino, sarà allestita nelle suggestive cantine della Rocca di Sala Baganza la Cantina dei Musei del Cibo, un percorso espositivo e sensoriale inserito nel più ampio circuito dei Musei del Cibo (www. museidelcibo. it) interamente dedicato al vino di Parma, alla sua storia e alla sua cultura.

Il Festival è poi anche tanta musica, iniziative a contatto con la natura, arte e cultura. Tra gli eventi musicali sabato 12 settembre si esibiranno a Langhirano i The Kolors, la band vincitrice del programma Amici. Ma molti altri artisti popoleranno le serate del Festival del Prosciutto di Parma.

Per gli amanti dell’arte, sarà possibile visitare la Fondazione Magnani Rocca che ospita la prestigiosa collezione di Luigi Magnani; la Pieve romanica di San Biagio a Talignano, la Pieve di Collecchio, di San Pietro e la Pieve Romanica di Moragnano sulla Via Francigena; il meraviglioso circuito di musei di Neviano e la Rocca S. Vitale di Sala Baganza. E poi i Castelli: il Castello Pallavicino di Varano dè Melegari, esempio dell’architettura militare quattrocentesca; il Castello di Torrechiara e il Castello di Montechiarugolo.

Continua la collaborazione con il Salone del Camper, che si svolgerà per alcuni giorni in concomitanza con il Festival, dove sarà allestito lo stand Info Festival Point che fornirà informazioni sul programma delle iniziative dei Comuni, Finestre Aperte e il servizio navette.

Anche quest’anno è garantita, grazie al supporto della Regione Emilia-Romagna, la presenza della stampa internazionale impegnata in un tour formativo alla scoperta del Prosciutto di Parma, della sua storia e del suo sapore dolce e gustoso. I giornalisti visiteranno inoltre Expo Milano 2015 e in particolare il padiglione CibusèItalia dove è presente, tra gli altri, un ampio spazio dedicato al Prosciutto di Parma.

Fonte:http://parma.repubblica.it/cronaca/2015/07/31/news/in_arrivo_il_festival_del_prosciutto_inaugurera_cannavacciuolo-120183455/

I falsi San Daniele: danni per milioni di euro!

Messaggero Veneto (Maura Delle Case) – Il consorzio del prosciutto di San Daniele intende costituirsi parte civile nel futuro processo sulle false cosce messe in commercio dalla Marini salumi e finite nel mirino della Procura di Udine, che a valle di quasi tre anni di lavoro ha notificato giorni fa ben 9 avvisi di conclusione delle indagini preliminari. Il danno è doppio per il Consorzio, che non solo deve fare i conti con oltre duemila cosce sfuggite alle rigide maglie dei controlli sulla produzione della DOP, ma pure con il contraccolpo d’immagine che vicende come questa costano al prosciutto di San Daniele. Il direttore generale dell’ente consortile, Mario Cichetti, in proposito ha il dente avvelenato.

Anzitutto tiene a chiarire che «l’azienda (Marini) non è consorziata e non produce San Daniele». Quindi torna al danno, «che c’è ed è pure consistente – afferma – complice il fatto che il consumatore tende a leggere vicende come questa con superficialità. Invece che avvertire la grande serietà dei controlli, grazie ai quali si è alzato il velo su questa vicenda, assorbe il dato peggiore, quello negativo».

Fortunatamente casi di contraffazione come questo sono a detta dello stesso Cichetti “minoritari”, di tutt’altre dimensioni rispetto al colpo che annualmente viene inferto al comparto del prosciutto – e non solo a quello – dall’italian sounding.

Vale a dire da prodotti generici che vengono venduti all’estero come fossero tipici. «Questo – afferma ancora il dg Cichetti – è il fenomeno più pesante, che solo tra Usa e Canada abbiamo stimato produce un danno di diverse decine di milioni di euro». Si tratta di prodotti che vengono messi in commercio marchiati “San Daniele”. Non necessariamente prosciutti crudi, ma anche cotti, mortadelle e speck come nel caso dell’azienda canadese che non solo usa la dicitura “San Daniele” a suo piacimento, ma è pure inattaccabile avendolo registrato nei lontani anni ’60.

L’abuso dei marchi è non a caso uno dei temi in discussione a Expo Milano, dove Coldiretti, fatta la spesa in giro per il mondo, ha esposto un gran numero di “tarocchi” made in Italy valutando il danno per il nostro comparto agroalimentare in ben 60 miliardi di euro. «Siamo ormai abituati a convivere coi falsi San Daniele prodotti all’estero – ha commentato ieri il leader di Coldiretti Fvg, Dario Ermacora -, mai però avremmo  pensato che venissero prodotti anche in Friuli e proprio a San Daniele».

Fonte:http://messaggeroveneto.gelocal.it/udine/cronaca/2015/07/23/news/i-falsi-san-daniele-costano-milioni-di-euro-1.11822377

Prosciutto: dolce o non salato?

Il dolce è uno dei cinque gusti fondamentali che l’uomo percepisce attraverso le papille gustative presenti sulla lingua. Questo gusto è associato ad una sensazione piacevole con cui i neonati familiarizzano fin dai primi momenti di vita poiché nel latte materno è presente lo zucchero sotto forma di lattosio.

Molte sostanze chimiche conferiscono dolcezza agli alimenti: le più comuni sono gli zuccheri (glucosio,fruttosio ecc..), i polisaccaridi, gli alcoli, aldeidi, chetoni e diverse
molecole di sintesi. E’ immediato associare il gusto dolce ai prodotti da forno, alle caramelle o ai frutti maturi e per questo potrebbe sembrare inadatto usare questo aggettivo per descrivere un prosciutto crudo che ha quasi sempre come unico ingrediente il sale. Tuttavia, nei disciplinari di produzione delle più famose DOP italiane, nei libri a carattere divulgativo che descrivono le eccellenze della salumeria nazionale, nonché in numerose pubblicazioni scientifiche, troviamo che dolce risulta essere un descrittore efficace per caratterizzare questi alimenti salati. In questo caso, è forse la mancata percezione di salinità a far percepire la dolcezza, qualità indubbiamente positiva che il consumatore cerca in fase di acquisto e a volte pretende dai marchi che hanno fatto di questo attributo un carattere distintivo del prodotto.

Le complesse reazioni chimiche ed enzimatiche, che portano a maturazione la coscia del suino, implicano la progressiva formazione di composti come peptidi e amminoacidi liberi che giocano un ruolo fondamentale nella percezione dell’aroma e nella consistenza del prosciutto crudo. Ad esempio, la lisina esalta l’aroma di stagionato, mentre glicina, alanina, prolina e altri amminoacidi sono associati alla
percezione del gusto dolce.

In conclusione, benché la dolcezza nei salumi sia un termine controverso e tutt’altro che semplice da valutare, risulta efficace nella descrizione del prosciutto crudo poiché se questa caratteristica deriva dalla mancanza di sale o dalla presenza di amminoacidi liberi, pur sempre dolcezza è!

Dott.ssa Saida Favotto
Tecnico di lab. Sensoriale all’Università degli Studi di Udine e Socia ONAS

Prosciutto di Parma, da Taipei buone notizie!

(PARMADAILY.IT) – Entro la fine dell’anno Taiwan deciderà l’apertura del mercato al prosciutto di Parma. La notizia, ottima per i produttori e il Consorzio del Prosciutto di Parma dopo anni di stallo, la porta l’on. Giuseppe Romanini di ritorno da Taipei dove ha partecipato al V° Forum Italia – Taiwan sulla cooperazione economica, industriale e finanziaria.
Una missione parlamentare con tre rappresentanti (oltre a Romanini, Guido Galperti e Enrico Borghi) per una delegazione italiana di cui han fatto parte, oltre a dirigenti del Ministero dello Sviluppo Amedeo Teti (direttore generale per la politica commerciale internazionale) e Federico Eichberg (Relazioni bilaterali), anche aziende aderenti a Confindustria dei settori del food, cosmetica e meccanica.
Proprio sul food sono stati messi i paletti più significati per l’export di prosciutti e arance come spiega Romanini, che ha partecipato la trattativa tenendosi in contatto con il Consorzio di Parma: “Il mercato era chiuso per riserve espresse dalle autorità taiwanesi e giustificate dalla vicenda del contagio di peste suina africana rilevato anni fa in Sardegna.
Grazie al confronto che c’è stato nel corso dei colloqui si è arrivati a fissare una data, il 30 dicembre prossimo, per la chiusura della pratica. Proprio per la specifica questione del Prosciutto di Parma, entro la fine di Expo una delegazione taiwanese del Ministero degli esteri e dell’Autorità sanitaria verrà in Italia per verificare le condizioni di sicurezza nella produzione dei prosciutti, condizioni che il Parma garantisce totalmente”.
Un buon risultato che il presidente del Consorzio del Prosciutto di Parma Vittorio Capanna sottolinea: “Ringraziamo la delegazione italiana e in particolare l’on. Romanini  per aver saputo valorizzare e sostenere il Prosciutto di Parma a Taiwan. Siamo convinti che il nostro prodotto abbia tutte le carte in regola per poter ampliare i propri mercati di sbocco grazie alle garanzie di eccellenza e sicurezza che è in grado di offrire. La missione parlamentare ha dato dimostrazione di un sistema Italia unito e ha gettato le basi per collaborare fruttuosamente nel prossimo futuro.  Siamo molto fiduciosi”.
Tra i compiti della missione dei parlamentari italiani vi era quello di illustrare la legge, approvata nell’aprile di quest’anno, che supera la doppia tassazione tra i due Paesi Queste norme, una volta recepite, consentiranno a Taiwan di chiedere la cancellazione dalla black list del nostro ministero dell’economia e delle finanze rendendo più trasparenti i rapporti economici tra i due paesi,  che si sono molto sviluppati negli ultimi anni. Nel Paese asiatico si è registrata nel 2014 una crescita del +3,7%. La previsione nel 2015 è + 4,1%. La propensione di Taiwan ad investire in Europa è aumentata al ritmo impressionante del 169 per cento annuo tra il 2010 e il 2014.
Taiwan è il 23° destinatario delle esportazioni dell’Unione Europea e il 16° fornitore. In questo ambito l’Italia ha il 6,7% dell’interscambio Taiwan-UE e si colloca al 5° posto dopo Germania (31%), Paesi Bassi (15,3%), Regno Unito (13%), Francia (8,3%). L’export italiano a Taiwan ha superato nel 2014 1,1 miliardi di Euro con un aumento del 10,2% rispetto al 2013.
Le importazioni da Taiwan sono state, nel 2014, 1,6 miliardi di Euro con un incremento dell’8,1%. Nel 2014 l’interscambio commerciale Italia-Taiwan è stato di 2 miliardi e 684 milioni di Euro (+9% rispetto al 2013).

Fonte:http://www.parmadaily.it/Notizia/83653/Prosciutto_di_Parma_da_Taipei_buone_notizie.aspx#.VZqWb9RH4wl

Aria di Fvg, tagliate oltre 2 milioni di fette di prosciutto!

SAN DANIELE (MESSAGGERO VENETO) – «Un successo che va aldilà delle più rosee aspettative, un’ottima riuscita in termini di ritorno d’immagine, affluenza, qualità della proposta. Possiamo a buon diritto affermare di aver raggiunto l’obiettivo che ci eravamo prefissati, cioè strutturare un grande evento che coniugasse enogastronomia e cultura, ampliando la storica edizione di “Aria di Festa” e promuovere il territorio regionale, focalizzando l’attenzione sulla fascia centrale coinvolgendo altri territori». È quanto ha sottolineato il responsabile regionale del progetto Expo Agostino Maio che, chiusa l’“edizione 0” di Aria di Friuli Venezia Giulia, traccia un primo bilancio della manifestazione.

«Il risultato più soddisfacente – dichiara Maio – è l’aver conquistato una massa di turisti inedita, visitatori che, nelle precedenti edizioni della pur consolidata Aria di Festa, si recavano esclusivamente in giornata per l’aspetto enogastronomico dell’evento: quest’anno, invece, sono stati letteralmente saturati gli alberghi da San Daniele a Udine. Abbiamo fatto crescere una manifestazione che quest’anno, con numeri sempre maggiori, è stata capace di calamitare turisti dall’Austria e da tutto il Nord Est grazie all’innesto di un programma di spettacoli e cultura di primissimo livello».

I numeri raggiunti sono testimonianza che solo l’unione fa davvero la forza: +21% dei consumi con oltre 2.200.000 di fette di prosciutto tagliate nei 12 stand gestiti dal Consorzio e nelle 11 aziende aperte, oltre 20 mila persone in totale presenti ai concerti di Lodovica Comello, Vinicio Capossela, Bob Dylan e Caparezza; in 4 mila e 500 hanno assistito agli incontri culturali nelle piazze principali. Il numero di coloro che hanno partecipato ad una visita guidata nei prosciuttifici aperti, invece, è stato di 10 mila e più di mille alle degustazioni.

«È stata sicuramente un’edizione straordinaria di Aria di Festa sotto diversi punti di vista: non solo per i più che positivi risultati di presenze e di pubblico che abbiamo registrato nei quattro giorni – dichiara Mario Cichetti, direttore generale del Consorzio del prosciutto di San Daniele –, ma soprattutto perché ha definito un nuovo modello di promozione turistica del territorio e dell’agroalimentare regionali, avendo messo in campo un efficiente ed affiatato team composto dalla Regione, con Turismo Fvg e il Consorzio del prosciutto di San Daniele».

Fonte:http://messaggeroveneto.gelocal.it/udine/cronaca/2015/07/03/news/tagliate-oltre-2-milioni-di-fette-di-prosciutto-1.11713218

Tutto pronto per Aria di Friuli Venezia Giulia 2015!

MILANO (ITALPRESS) – Il Consorzio del Prosciutto di San Daniele e TurismoFVG  presentano “Aria di Friuli Venezia Giulia“, l’appuntamento enogastronomico e culturale che si terrà dal 26 al 29 giugno 2015, e avrà in San Daniele del Friuli il suo centro, cui saranno collegati altri 12 comuni.
Nell’anno dell’Esposizione Universale 2015, nel progetto ‘Dall’Expo ai Territori’ iniziativa promossa dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri e dalla Conferenza delle Regioni per far conoscere da vicino le eccellenze agroalimentari, culturali e artistiche italiane, “Aria di Friuli Venezia Giulia” sarà un viaggio esperienziale alla scoperta dei luoghi di produzione del prosciutto di San Daniele, del patrimonio culturale e paesaggistico, delle tradizioni della regione Friuli Venezia Giulia.
Il clima, i sapori, l’arte e la storia, lo stile di vita e la cultura, la convivialità e l’ospitalità sono le parole chiave su cui è costruito il racconto di eccellenza del prosciutto di San Daniele. Il rapporto a doppio filo che lega questo prodotto tipico con il suo territorio è radicato in un ecosistema ambientale e climatico che è unico che irripetibile.
Cavalcando i temi cruciali di Expo 2015 in tema di nutrizione e sicurezza alimentare che portano al confronto su un’alimentazione corretta e sana, sul consumo sostenibile di prodotti che arrivino da luoghi e tradizioni di lavorazione rispettose che ne assecondano le biodiversità, Aria di Friuli Venezia Giulia racconta i valori della regione attraverso momenti di condivisione e di festa, grazie a incontri, eventi e spettacoli tutti da vivere nel proprio territorio.
Aria di Friuli Venezia Giulia origina da Aria di Festa, storica festa del prosciutto di San Daniele che si svolge da oltre trent’anni e di grande richiamo per il pubblico: una quattro giorni di sapori, musica, eventi e spettacoli per vivere la cittadina e il suo Prosciutto DOP.
L’edizione 2015 amplia i percorsi artistico-culturali, mescolando il linguaggio della musica con quello della letteratura e dell’enogastronomia e creando un nuovo racconto del territorio che possa offrire al pubblico uno spaccato del patrimonio regionale. Nei quattro giorni di kermesse dell’ edizione 2014, Aria di Festa ha registrato più di 150 mila visitatori di cui 60 mila provenienti da Austria e Germania (+10% le presenze rispetto al 2013). Sono state tagliate oltre 2 milioni di fette di Prosciutto, rilevando un +20% dei consumi di San Daniele durante la manifestazione rispetto al 2013. Le visite guidate ai prosciuttifici sono state più di 8 mila, ai corsi e alle degustazioni hanno partecipato oltre mille persone.

A questo link tutte le info sugli ospiti, gli eventi, le degustazioni e le visite agli stabilimenti aperti! Tutto quello che vi serve per organizzare al meglio la vostra gita: http://www.ariadifriuliveneziagiulia.it/

Fonte: http://www.italpress.com/turismo/52785/aria-di-friuli-venezia-giulia-dal-26-al-29-giugno

Nasce “The extraordinary Italian Taste”

(Repubblica.it) - Se l’Europa allenta le briglie dell’etichettatura d’origine su alcuni alimenti, in Italia proviamo a difenderci dai cibi tarocchi e dall’Italian sounding con uno strumento che ci aiuterà a fare sistema e comunicare in maniera più diretta il Made in Italy fuori dai nostri confini. È il “segno unico distintivo” dell’agroalimentare italiano, presentato oggi all’Expo dal ministero delle Politiche Agricole: una bandiera italiana con tre onde (ma il disegno potrebbe anche ricordare un “morso” con un rimando diretto al buon cibo nostrano) che richiamano il concetto di crescita e di sviluppo e la scritta “The extraordinary italian taste”.

Non sui prodotti ma nelle fiere. Il segno distintivo non è un marchio da stampigliare sui singoli prodotti (come accade in Svizzera), ma un logo che qualifica l’identità italiana all’interno di un mix di azioni di promozione e sostegno, come le fiere internazionali, le attività di promozione all’interno dei punti vendita della grande distribuzione estera, ma anche le campagne di comunicazione e promozione in Tv, sui media tradizionali, su Internet e sui social media. Il termine di paragone più vicino è il simbolo “Bon appetit” con cui i francesi hanno creato un catalogo delle loro migliori produzioni identificando l’agroalimentare mande in France sulla scena internazionale.

Il segno unico italiano sarà utile per veicolare un’idea unitaria del Made in Italy dalle caratteristiche originali e dalla qualità distintive. Nelle fiere, ad esempio, servirà a caratterizzare in modo univoco l’area espositiva dedicata all’Italia del cibo e del vino. Il marchio verrà utilizzato fin dalle prossime giornate all’interno del Padiglione del Vino e del Padiglione del Cibo a Expo, proprio per cogliere l’occasione unica di visibilità offerta dall’evento di Milano.

Il marchio si inserisce nel più ampio piano straordinario di internazionalizzazione del Made in Italy, previsto anche nel decreto sblocca Italia approvato a novembre scorso e messo a punto da ministero dello Sviluppo Economico, Mipaaf e Ice (Istituto commercio estero).

I numeri del made in Italy alimentare. “Da oggi l’agroalimentare italiano – ha spiegato il ministro delle Politiche Agricole Maurizio Martina – sarà più forte e più riconoscibile sui mercati internazionali. Finalmente abbiamo un segno distintivo unico che aiuterà consumatori e operatori a identificare subito le attività di promozione dei nostri prodotti. Partiamo da Expo Milano 2015 per sfruttare questa straordinaria occasione di visibilità e proseguiremo con le azioni previste dal nostro piano di internazionalizzazione sui mercati strategici. Nei prossimi tre anni investiremo oltre 70 milioni di euro per la promozione, imparando a fare squadra e a non disperdere in mille rivoli le risorse. Abbiamo chiuso il 2014 con 34,4 miliardi di euro, nel primo trimestre del 2015 siamo a oltre 8,7 miliardi di euro e il nostro obiettivo è arrivare a 36 miliardi a fine anno. Anche sfruttando bene l’Esposizione Universale di Milano possiamo farcela e puntare all’obiettivo di quota 50 miliardi di export nel 2020″.

Ma i falsi valgono 60 miliardi di euro. Se i dati Istat relativi al primo bimestre del 2015 testimoniano un + 3%  dell’agroalimentare, il mercato del falso made in Italy vale ancora la bellezza di 60 miliardi di euro, ossia circa il doppio delle nostre esportazioni all’estero. “Fuori dai nostri confini – denuncia la Coldiretti – il vero nemico sono le imitazioni low cost dei cibi nazionali che non hanno alcun legame con il sistema produttivo del Paese. Quasi due prodotti alimentari di tipo italiano su tre che sono falsi – ricorda l’associazione dei coltivatori – dal Chianti californiano alla soppressata calabrese, dai pomodori San Marzano fino al Prisecco, dal Crotonese alla mortadella Bologna ma anche il Parmesan la cui produzione nel mondo ha superato quella del Grana Padano e del Parmigiano Reggiano”.

Fonte:http://www.repubblica.it/economia/2015/05/27/news/stop_ai_falsi_arriva_il_segno_unico_distintivo_dell_agroalimentare_made_in_italy-115364745/