Come nasce il prosciutto cuneese? Scopriamolo qui

Prodotto in quantità limitate da piccoli allevatori e macellai, il prosciutto cuneese  ha conseguito la Denominazione di Origine Protetta da parte dell’UE nel dicembre 2009, mentre l’idea di chiedere il riconoscimento nacque nel 1996. Se n’è parlato in questi giorni al circolo ‘L Caprissi’ di Cuneo. Chiara Astesana, presidente del Consorzio di Promozione e Tutela del prosciutto di Cuneo, ha raccontato: “Dopo un’approfondita ricerca, sia storica che commerciale sul prodotto, si costituì il Consorzio di Promozione e Tutela del prosciutto di Cuneo che presentò la domanda e la documentazione necessaria per l’iter burocratico. Due considerazioni furono alla base della richiesta della Dop: il Piemonte e la provincia di Cuneo possiedono da sempre gli ingredienti fondamentali ossia le cosce di suino, il sale e il clima favorevole e inoltre la Granda era all’epoca seconda, ed oggi terza, per produzione di suini”. Per ottenere la Dop occorre che il prodotto sia creato, trasformato e lavorato esclusivamente all’interno dell’area geografica di origine. Luigi Allasia, titolare della Carni Dock di Lagnasco produttrice del Crudo, ha spiegato tecnicamente come nasce il prosciutto dalla macellazione dell’animale alla fetta che giunge sulle tavole dopo due o tre anni. “È un onore presentare qui il mio prodotto la cui caratteristica principale è l’essere totalmente artigianale. Abbiamo, a Lagnasco e dintorni, la filiera più corta a livello italiano e forse anche europeo e siamo gli unici in regione a praticare la disossatura manualmente. Il nostro prodotto è giovane in quanto solo nel 2012 è cominciata la vera e propria produzione dopo una fase di sperimentazione partita nel 2009”. La serata al Circolo ‘L Caprissi è proseguita con la cena dei quasi 100 soci partecipanti. Il prosciutto Crudo di Cuneo ha introdotto le portate preparate dallo staff del ristorante “Porta Santa Maria” di Busca (www.cuneocronaca.it).

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