Italia vs Francia a colpi di… prosciutto

Sfida Italia-Francia a colpi di prosciutto: i produttori del Jambon de Bayonne hanno aperto un nuovo fronte dopo che qualche giorno fa gli Stati Uniti hanno deciso di aprire le porte a questa specialita’ dei Pirenei. Le societa’ Delpeyrat e Pierre Oteiza hanno ottenuto il nulla osta all’esportazione a fine giugno e Dominique Duprat, direttore aggiunto di Delpeyrat, ha salutato da Pau un “storica” decisione: “Cominceremo a mettere i prosciutti destinati ai mercati americani in salamoia questa settimana: i primi saranno pronti tra nove mesi”.

L’idea e’ di arrivare a una presenza sul mercato americano nella primavera 2015: “Sara’ lo stesso jambon de Bayonne che si trova in Francia ma quello che verra’ destinato all’esportazione americana rispondera’ a norme di tracciabilita’ specifiche”, ha spiegato Stanislas Salembier, direttore dell’export di Delpeyrat ricordando che i suoi prosciutti sono sottoposti a una Indicazione Geografica Protetta.

Ci sono voluti cinque anni di lobby per arrivare a questo risultato. Il numero di carni straniere autorizzate dal Ministero americano all’Agricoltura (Usda) e’ infatti limitato: “C’e stata una mobilitazione di tutto il mondo, delle autorita’ francesi ed europee per far cadere la barriera. Siamo un simbolo del ritorno della carne francese negli Stati Uniti”, ha detto Duprat.

Nel frattempo negli Stati Uniti un “jambon de Bayonne” esiste già, distribuito dalla societa’ D’Artagnan, solo che, anziché nei Pirenei e’ prodotto in New Jersey ispirandosi alle tecniche utilizzate nel sud ovest della Francia. “Abbiamo sede in una citta’ del New Jersey che si chiama Bayonne”, ha spiegato la proprietaria di D’Artagnan Arianne Daguin. Welcome to America: il “jambon” francese non ci ha ancora messo piede ma già si trova davanti lo stesso problema del “sounding” su un prodotto agroalimentare distribuito all’estero, il cui nome rimanda a una tradizione nazionale. L’Italia ha una lunga esperienza di falsi gastronomici che presentano un mix di nomi italiani, loghi, immagini e slogan chiaramente riconducibili al nostro Paese. La Daguin ha peraltro assicurato che smettera’ di vendere quel prosciutto quando il “vero” Bayonne arrivera’ negli Stati Uniti.

E intanto Delpeyrat, che vanta un prodotto meno salato e “aggressivo” dei concorrenti italiani o spagnoli, si prepara a trovare il suo pubblico nel paese del sandwich: “Negli Usa si vendono ogni anno 500 mila prosciutti di Parma. A noi basterebbe ottenere il 10% di quel mercato” (Alessandra Baldini, ANSA)

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