“Numero chiuso” per il Prosciutto di San Daniele

di Maura Delle Case (Messaggero Veneto)

SAN DANIELE. Il regolamento dell’Unione europea è una conquista recente. E lo è ancor più – risale allo scorso mese di novembre – il decreto attuativo con cui l’Italia ha recepito il “via libera” comunitario dando così risposta all’esigenza che le imprese manifestavano da tempo di programmare la produzione di prosciutti con denominazione di origine protetta.

Ora si può e nel Belpaese è il Consorzio di San Daniele a fare da apripista: approvato dai soci il piano produttivo lo scorso novembre, ora non manca che il sì di macelli e allevatori. Dal 2015 s’annuncia una vera e propria rivoluzione, il cui obiettivo è regolamentare, numeri alla mano, i prosciutti prodotti ogni anno nella città collinare con importanti (e positive) ripercussioni. Sia sulle imprese, che sui consumatori sempre più attenti alla qualità dei prodotti.

La novità sta nel fatto che gli opifici dovranno produrre tenendo conto di un tetto massimo. Una soglia-limite di cosce definita nell’ambito di un piano triennale che porterà sì ad aumentare significativamente la produzione, ma in modo controllato. Così, dai 2,5 milioni di prosciutti l’anno sfornati attualmente nei 31 stabilimenti friulani, si passerà nel 2015 ad un orizzonte – così stabilisce il piano – di 2,65 milioni di prosciutti. Il 6 per cento in più. «E’ un progetto espansivo – spiega il direttore del Consorzio del prosciutto di San Daniele, Mario Cichetti -, prevede infatti vi siano importanti incrementi produttivi annuali».

Sulla base dello stato di fatto, ognuno dei 31 prosciuttifici attivi si vedrà riconosciuta una fetta di produzione. E se vi saranno nuovi ingressi, questi non potranno scompaginare troppo le carte. Dovranno anzitutto corrispondere al Consorzio una quota di avviamento in base alla superficie produttiva, quindi adeguarsi alla quota di prodotto prevista dal piano. «Le imprese – prosegue Cichetti – dovranno rispettare un dato numerico per la produzione e confermarlo poi nelle vendite».

Il fine? Triplice. «Dar certezza al consumatore di trovare sufficiente prodotto e con requisiti qualitativi rigorosi, programmare la propria presenza sul mercato e in ultimo garantire un asset di valore patrimoniale alle aziende che non saranno più valutate solo come capannoni con macchinari, muri e impianti, bensì, a mo’ di “vigneti”, come siti produttivi con tanti chiodi quanti i prosciutti potenzialmente prodotti», sottolinea Cichetti. Stabilito il tetto annuale, ogni novembre l’assemblea andrà a verificare la produzione e le vendite effettive, ritarando in funzione di quelle le quantità previste per l’anno successivo.

La rivoluzione è lasciata in eredità dall’uscente consiglio di amministrazione, guidato da Vladimir Dukcevich. In scadenza il 31 dicembre 2013, aveva prorogato di un anno il mandato proprio per mettere a segno l’importante partita del regolamento. Assieme al caso Brendolan. Caso che, poco più di un anno fa, aveva rischiato di far saltare il mercato del San Daniele causa le migliaia di prosciutti fermi in magazzino finiti nelle more della liquidazione decisa dal gruppo veneto. Attraverso una società partecipata da Friulia, la società per azioni Promo San Daniele, il Consorzio è riuscito a mettere in sicurezza il mercato.

Nel 2014, «abbiamo liquidato oltre 250 mila prosciutti, tanta era la giacenza del magazzino Brendolan, versando più di 14 milioni di euro di controvalore al liquidatore», racconta Cichetti. Le cosce sono poi state rivendute ai produttori, le ultime a novembre scorso, evitando così la caduta del prezzo della fettina rosa.

Portate a buon fine le due missioni e verificato l’ottimo andamento del prodotto che nel 2014 ha dato origine a un giro d’affari di 300 milioni di euro, il consiglio di amministrazione si prepara ora al rinnovo. E si annuncia un cambio al timone. Lo statuto prevede infatti che i consiglieri non possano essere rieletti per più di due mandati consecutivi. Sono dunque da considerarsi al capolinea sia Dukcevich che il suo vice, Carlo Dall’Ava.

Per Cichetti, da anni alla direzione dell’ente, non c’è gossip. Non conflittualità tra i soci, che si preparano al cambio – previsto per l’inizio della primavera – con serenità. Il Consorzio va detto è solido, patrimonializzato, fortemente impegnato in più d’un progetto. Leggi: non ci saranno scossoni.

 

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