Prosciutto di San Daniele: +10% nel 2014

(ILFRIULI.IT) – Giuseppe Villani, Amministratore Delegato della Villani Spa, è stato eletto dal Consiglio di Amministrazione che si è riunito martedì 14 aprile come nuovo presidente del Consorzio del Prosciutto di San Daniele e resterà in carica per i prossimi tre anni.
Il CDA è altresì composto da Stefano Fantinel e Alessio Prolongo vicepresidenti, Lorenzo Bagatto, Alberto Bellegotti, Sofia Kavcic, Nicola Levoni e Marco Pulici consiglieri rappresentanti dei produttori, Daniele Martelli consigliere rappresentante delle imprese di macellazione, Adriano Milani e Matteo Zolin consiglieri rappresentanti degli allevatori.


Il Consiglio era stato eletto lo scorso 19 marzo quando si è tenuta a San Daniele del Friuli l’Assemblea generale del Consorzio del prosciutto di San Daniele che ha proceduto al rinnovo delle cariche sociali per il triennio 2015-2017 e ha approvato all’unanimità il bilancio chiuso al 31.12.2014. Nel 2014 si attesta un aumento del 10% delle vendite del Prosciutto di San Daniele. Segno che, nonostante la congiuntura economica non favorevole, la qualità continua a premiare, così come il rigore nei controlli e l’eccellenza di uno dei prodotti simbolo di Made in Italy nel mondo.
“La conferma dell’apprezzamento del prosciutto di San Daniele da parte del mercato è motivo di grande orgoglio per il Consorzio e rappresenta l’ulteriore dimostrazione della forza del prodotto sia sul territorio nazionale che all’estero”, dichiara Giuseppe Villani, neopresidente del Consorzio del Prosciutto di San Daniele. “Questo consenso da parte del consumatore finale che continua a scegliere il nostro prodotto è espressione diretta del lavoro che è stato portato avanti dal Consorzio e del costante impegno dei produttori, volti a garantire la qualità del prodotto che diventa il valore differenziante nel momento dell’acquisto”, conclude Villani.
Le esportazioni nel 2014 hanno segnato un incremento del 6% rispetto al 2013. La quota export del prosciutto di San Daniele nel 2014 ha inciso per circa il 13% dei volumi di prodotto venduti. La quota export nei paesi della UE vale il 58% delle esportazioni (i principali mercati sono Francia, Germania, Svizzera, Belgio, Austria, Russia, Gran Bretagna), mentre crescono rispetto allo scorso anno i paesi extra comunitari (USA, Australia, Brasile, Giappone e Cina) che valgono circa il 42% del totale delle esportazioni.
Nel 2014 sono state avviate alla di produzione del Prosciutto di San Daniele DOP circa 2.500.000 cosce di suino fresche, anche in questo caso un dato in aumento del 3,7% rispetto alla produzione 2013.
Anche il Prosciutto di San Daniele DOP affettato e certificato – la cui produzione è obbligatoriamente effettuata all’interno del distretto produttivo così come previsto dal Disciplinare della DOP – nel 2014 ha proseguito la sua forte crescita avvenuta nell’ultimo biennio.
Infatti la produzione di San Daniele DOP affettato in vaschetta ha registrato una crescita del +17,3% sul 2013, attestandosi ad oltre 16.500.000 confezioni certificate, corrispondenti ad oltre 308.000 prosciutti affettati.
Il prosciutto di San Daniele DOP affettato in vaschetta rappresenta ormai il 12,4% del totale della produzione annua.

Un ulteriore dato significativo – soprattutto in relazione alla politica della qualità decisa dal Consorzio – è proprio quello relativo all’importante attività di controllo sulle cosce fresche direttamente alla consegna presso il prosciuttificio svolta dall’INEQ, Istituto Nord Est Qualità. Si tratta di un’attività di controllo che per legge va fatta a campione sulla materia prima e a San Daniele su base annua ha fatto registrare un’incidenza complessiva di controlli sul fresco del 51,5%, con un risultato finale di 1.404.670 cosce verificate.
A questo, nell’ottica della salvaguardia del marchio e del consumatore, si va ad aggiungere l’attività di tutela e vigilanza svolta dal Consorzio del prosciutto di San Daniele che consiste in una serie di ispezioni nella fase di commercializzazione del San Daniele sia sul mercato nazionale che internazionale.
Nel 2014 sono stati verificati direttamente dagli agenti vigilatori del Consorzio del Prosciutto di San Daniele un migliaio di esercizi in Italia e 500 all’estero, in linea con il notevole aumento dell’attività di tutela e vigilanza attuato negli ultimi anni: nel triennio 2012-2014 sono stati verificati quasi 3000 esercizi in Italia e più di 950 all’estero. Le ispezioni all’estero si sono concentrate su Germania e Francia, i principali paesi d’esportazione del prosciutto di San Daniele.
L’attività diretta di vigilanza da parte del Consorzio è stata affiancata da quella promossa da AICIG, l’Associazione Italiana dei Consorzi ad Indicazione Geografica, che ha monitorato nell’ultimo triennio 912 esercizi in Italia e 1052 all’estero distribuiti nelle principali città europee.
Fonte: http://www.ilfriuli.it/articolo/Economia/Prosciutto_di_San_Daniele-points-_-plus-10-percent-_nel_2014/4/142006

Prosciutto di Parma, produzione e consumi in calo ma crescono export e preaffettato

(REPPUBLICA.IT) – Il Prosciutto di Parma chiude il 2014 con una produzione di circa 8.800.000 prosciutti in calo del 3,2% rispetto al 2013.
Con il 70% della produzione assorbita, l’Italia si conferma il primo mercato di sbocco per il Prosciutto di Parma, ma soffre della crisi che ha caratterizzato tutta l’economia nazionale nel 2014.

La sfavorevole situazione mercantile che ha coinvolto i prodotti alimentari ha generato una flessione del mercato del prosciutto crudo dell’8,9% rispetto alle vendite del 2013. In questo contesto anche il Prosciutto di Parma ha subito un calo dei consumi del 6,1%, ma comunque inferiore rispetto a quella dei principali concorrenti.

“Le buone notizie arrivano ancora una volta dal fronte internazionale  -  ha dichiarato Paolo Tanara, presidente del Consorzio del Prosciutto di Parma  -  dove il Parma sta ottenendo brillanti risultati, frutto di un progetto di crescita che coinvolge l’intero comparto. Negli ultimi dieci anni, abbiamo saputo migliorarci e le nostre esportazioni sono cresciute di quasi 1 milione di pezzi e la quota sul totale della produzione annuale è passata dal 18% al 30%”.

“A livello strategico – continua Tanara -, è il lavoro di squadra il vantaggio competitivo che ci giochiamo all’estero. Il compito del Consorzio è sempre stato infatti quello di affiancare le aziende associate nel loro processo di internazionalizzazione con l’obiettivo di affermare il Prosciutto di Parma come marca leader della salumeria a livello mondiale. E’ una visione ambiziosa, ma vedere oggi il Prosciutto di Parma nel menù dei migliori ristoranti di Sydney, Singapore, Tokyo, Mosca, Londra, Parigi e New York, ci dà la consapevolezza di aver costruito qualcosa di davvero importante e ci deve stimolare ad affrontare sempre nuove sfide”.

I mercati internazionali hanno assorbito oltre 2.600.000 prosciutti con la corona con un aumento rispetto al 2013 di 88.000 pezzi (+3,5%), per un fatturato stimato di 250 milioni di euro.

A trainare le esportazioni sono stati soprattutto i mercati extraeuropei grazie principalmente all’ottimo risultato degli USA che con 565.000 prosciutti esportati registrano una crescita del 12,5%. Chiudono comunque in positivo tutti i continenti. Da segnalare in particolare il Giappone che raggiunge quota 105.000 prosciutti (+3%) e l’Australia ad 87.000 (+8%).

“L’estesa distribuzione geografica delle nostre esportazioni  -  spiega Tanara  -  ci ha consentito, come più volte dichiarato, di differenziare i rischi e allo stesso tempo di cogliere anche tante opportunità, compensando quindi le difficoltà riscontrate in alcuni Paesi con le performance positive di altri mercati. Gli Usa si confermano di gran lunga il nostro primo mercato, sempre seguiti da Germania, Francia e Gran Bretagna. Continua a crescere l’Australia e segnali molto promettenti arrivano dalla Cina, non tanto per i volumi esportati, che sebbene in crescita restano comunque modesti, ma piuttosto per la favorevole evoluzione di un mercato che sta concretamente diventando più ricettivo e aperto al nostro prodotto”.

Anche il mercato comunitario tiene bene (+1,3%). La Germania resta sostanzialmente stabile con 444.000 prosciutti, la Francia cresce del 3,5% con 436.000 prosciutti e la Gran Bretagna si attesta su 350.000 prosciutti (+4%). Le performance migliori sono quelle registrate nei Paesi dell’Est Europa che sembrano finalmente pronti a recepire il Prosciutto di Parma e a diventare un mercato di sbocco importante per il futuro. In calo invece i Paesi europei non comunitari, penalizzati dalla chiusura del mercato russo che fino a quel momento risultava essere quello più promettente dei cosiddetti BRICS.

Continua inoltre il successo del Parma preaffettato: con una crescita del 2% rispetto al 2013, sono state vendute 74 milioni di confezioni di Parma nel 2014, pari a circa 1.500.000 prosciutti. Il mercato italiano assorbe il 25% delle vendite di affettato, il 58% è destinato al mercato comunitario e il restante 17% raggiunge i consumatori dei Paesi Terzi.

“Anche qui, ci teniamo a rimarcarlo, siamo stati i primi a intervenire e regolamentare un nuovo segmento che si affacciava sul mercato e che oggi, grazie a una corretta gestione, è diventato un motore di sviluppo imprescindibile per l’intero comparto”,  ha concluso Tanara.

Fonte: http://parma.repubblica.it/cronaca/2015/04/13/news/prosciutto_di_parma_produzione_e_consumi_in_calo_ma_crescono_export_e_preaffettato-111835071/

Il Prosciutto di San Daniele si conferma eccellenza d’Italia

Il San Daniele è un prosciutto crudo stagionato, riconosciuto come prodotto a Denominazione di Origine dal 1970 dallo Stato Italiano con la legge n. 507 e dal 1996 dall’Unione Europea come prodotto a Denominazione di Origine Protetta, DOP. Le sue caratteristiche uniche e straordinarie, infatti, sono dovute al particolare ambiente geografico, che include fattori naturali e umani.

Il Prosciutto di San Daniele viene prodotto, dalle 31 aziende aderenti al Consorzio, solo ed esclusivamente a San Daniele del Friuli: un comune della provincia di Udine che si estende per circa 35 kmq e conta poco più di 8mila abitanti. San Daniele sorge al centro del Friuli Venezia Giulia, sulle prime alture delle Prealpi a 252 metri sopra il livello del mare. In questa zona s’incontrano i venti freddi delle Alpi Carniche, la brezza tiepida e salmastra dell’Adriatico ed il corso del fiume Tagliamento che bagna la collina ed  agisce da termoregolatore naturale. Questo ambiente crea le condizioni ottimali per la stagionatura: un clima ideale che permette di conservare la carne esclusivamente grazie al sale marino e senza l’uso di alcun additivo.

L’intera filiera produttiva del San Daniele, che conta 4.100 allevatori, 65 macelli, 650 addetti e 31 stabilimenti, che costituiscono il Consorzio, deve rispettare rigorosamente una serie di regole, rese obbligatorie dalla Legge Italiana e dai Regolamenti dell’Unione Europea, che costituiscono il Disciplinare di Produzione. Deve sottostare a un severo sistema di controllo attuato da una struttura esterna rispetto al Consorzio, l’Istituto Nord Est Qualità (INEQ), autorizzato direttamente dal Ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali. Il Consorzio invece svolge attività di vigilanza, in qualità di “organismo di tutela” da oltre 25 anni, per difendere la Denominazione in Italia e nel mondo (oltre 1.500 punti vendita controllati ogni anno) affinché non vi siano abusi o usi illegittimi del nome, del marchio e dei segni distintivi della DOP.

Il 2014, per il prosciutto di San Daniele, si è chiuso con un giro d’affari alla produzione pari a 330 milioni di euro per 2.500.000 prosciutti venduti.  Le esportazioni sono rimaste stabili e incidono per circa il 13% sui volumi venduti, i mercati di riferimento sono: Francia, Usa, Germania, Australia, Svizzera, Belgio, Austria, Russia, Regno Unito e Giappone.

Altro dato molto significativo, ancor più rilevante se considerato nell’ambito della congiuntura economica, è stata la crescita netta del 17,3% sul 2013 della produzione del prosciutto di San Daniele pre-affettato in vaschetta. In realtà le vendite del San Daniele in vaschetta hanno raggiunto cifre da record. Ciò viene confermato dai dati di bilancio dei primi 9 mesi del 2014 che hanno registrato un +18,4% rispetto allo stesso periodo del 2013. Molto positivo per l’intero comparto è stato il periodo gennaio-settembre 2014 che ha  segnato un +10% di prosciutti venduti e un +19% di Kg affettati. Anche l’export in questo periodo ha raggiunto un +11,4% rispetto allo stesso periodo del 2013, confermando Francia (27,5%), Usa (17,3%) e Germania (13%) le nazioni in cui si è esportato maggiormente.

Il Prosciutto San Daniele è una delle DOP italiane che, insieme ad alcune altre, traina l’export agroalimentare italiano ed i numeri lo confermano.

©Futuro Europa®

Fonte: http://www.futuro-europa.it/12667/economia/san-daniele-eccellenza-ditalia.html

Jamon iberico? Meglio il prosciutto nostrano

(Federico Francesco Ferrero  – La Stampa Cucina)  Non ci sono ormai ristoranti di grido, vinerie alla moda, gastronomie di tendenza, pizzerie di lusso che non espongano in bella mostra una coscia di prosciutto spagnolo, l’ormai onnipresente Jamón Ibérico. Non ci sarebbe nulla di male, se il prodotto principe della tradizione agroalimentare italiana non fosse proprio il nostro prosciutto nazionale. Intanto basterebbe fare un giro in Spagna, in una delle poche norcinerie non turistiche, per verificare all’assaggio, come questi prosciutti non siano tutti uguali e egualmente pregiati.
I difetti organolettici abbondano, la mediocrità anche e l’estasi è garantita da ben poche cosce correttamente lavorate e stagionate. E raramente sono quelle che troviamo nei locali di mezzo mondo. Inoltre sarebbe sufficiente dedicarsi all’assaggio dei nostri prosciutti a lunga stagionatura, prodotti con sapienza da pochi eroici artigiani, per scoprire che, al taglio e al palato, la produzione italiana di eccellenza umilia, per raffinatezza e delicatezza olfattiva, i vertici della salumeria iberica. Parma, San Daniele e Sauris, nelle loro espressioni migliori, benché di raro e difficoltoso approvvigionamento, sono cibo degli dei.  Personalmente preferisco il prosciutto friulano, per l’umidità dolce che rimane nella parte di carne accanto all’osso. Ma anche il Parma è straordinario, soprattutto se stagionato e tagliato al coltello. Smettiamola con le nostre provinciali esterofilie e rimettiamo in tavola l’Italia!

federicofrancescoferrero.com

Fonte: http://www.lastampa.it/2015/03/26/societa/cucina/doctor-chef/jamon-iberico-una-moda-che-sa-di-esterofilia-yFYXDY4dA6NsrKZbWcQQWJ/pagina.html

Il Consorzio richiede la tutela mondiale per il San Daniele

(Messaggero Veneto) – VERONA. Una sorta di “scudo” mondiale anti contraffazioni. Una tutela allargata che impedisca di spacciare per prosciutto crudo di San Daniele qualsiasi altro prosciutto realizzato chissà dove e acquistabile nei supermercati di Toronto o di Brisbane, di Durban o di Buenos Aires.

E’ questo l’appello che il direttore del Consorzio Mario Cichetti ha lanciato nell’ambito dell’incontro avvenuto a Vinitaly, con l’europarlamentare e presidente della Commissione Ue agricoltura e sviluppo rurale Paolo De Castro, durante il quale si è dibattuto sulle novità in tema di libero scambio, con i più recenti aggiornamenti riguardo al Ttip (Il partenariato transatlantico per il commercio e gli investimenti).

«Quello che ci auguriamo è che la tutela legale dei marchi a denominazione non si limiti all’interno dei confini dell’Unione europea – ha detto Cichetti -, ma venga estesa anche al di fuori del nostro continente. Ciò costituirebbe una definitiva affermazione del valore del Made in Italy in tutto il mondo. Un valore universalmente riconosciuto, che tutela prima di tutto il consumatore finale dall’acquisto di prodotti contraffatti.

Oltre a questo ci auguriamo che sul tavolo delle negoziazioni dei Ttip vengano dipanate le questioni relative alle regole igienico-sanitarie per lo scambio di prodotti alimentari tra Unione europea e Stati Uniti in favore di una certa equivalenza nei sistemi di ispezione e valutazione in particolare dei prodotti a base di carne fresca adottati da entrambi i Paesi. Per quanto riguarda il prosciutto di San Daniele Dop – prosegue Cichetti – le regole sanitarie cui i produttori devono sottostare per poter esportare negli Stati Uniti sono assolutamente restrittive.

La “tolleranza zero” da parte degli Usa sulle tematiche legate alla presenza di “Lysteria monocytogenes” (un batterio comunemente diffuso nell’ambiente che può essere ritrovato nel suolo, nei vegetali, nelle acque, nei granai, e in diversi alimenti di origine animale consumati crudi), condiziona in modo sensibile l’export del prosciutto.

Questo implica per i produttori di San Daniele una gestione particolare della lavorazione in aree delimitate degli impianti abilitati per l’export negli Usa e il relativo sforzo economico di adeguamento. Le esportazioni costituiscono una risorsa vitale per il settore e in particolare quelle verso gli Stati Uniti, un mercato insostituibile e tra le principali destinazioni per il nostro prodotto. Il superamento di queste restrizioni quindi rappresenterebbe la reale apertura tra i due mercati, un vero grande dialogo basato sulla tradizione e sulla fiducia nelle nostre tecniche produttive e di controllo, che da secoli danno vita ad un prodotto assolutamente unico in termini di qualità e autenticità».

http://messaggeroveneto.gelocal.it/udine/cronaca/2015/03/25/news/la-sfida-del-consorzio-tutela-mondiale-per-il-san-daniele-1.11114142

 

Il Prosciutto di Parma e il Parmigiano Reggiano in vetrina da Harrods

(adnkronos) – Il Prosciutto di Parma e il Parmigiano Reggiano sono protagonisti da Harrods, il tempio dello shopping londinese. Fino al 28 marzo sono esposte cosce di prosciutto e forme di Parmigiano nell’ambito della mostra Stealing Beauty (Furto di bellezza).

Non a caso, dunque, le due eccellenze alimentari italiane vengono associate ad un’aquila – considerata la più bella creatura del mondo animale – intenta a rubare tale bellezza, esposta insieme ad alcuni vini spagnoli. A completare l’esposizione, una serie d’immagini relative al Parmigiano Reggiano e al Prosciutto di Parma che scorreranno sugli schermi posti al quinto piano della sede Londinese di Harrods, disposta su 7 piani e 93.000 metri quadrati di superficie.

La scelta dell’eccellenza rappresentata dai due prodotti, però, non si ferma ad aspetti culturali ed estetici: Harrods, infatti, ospiterà una giornata di degustazione all’interno della Food Hall. I clienti potranno così degustare Prosciutto di Parma appena affettato e Parmigiano Reggiano, oltre ad approfondire la conoscenza dei prodotti e delle loro qualità.

Fonte: http://www.adnkronos.com/soldi/economia/2015/03/07/prosciutto-parma-parmigiano-reggiano-vetrina-harrods_KOWJZXtBNXFBniG69BwXiP.html

Il Prosciutto Crudo e l’analisi sensoriale

PARAMETRI DELL’ANALISI SENSORIALE
L’analisi sensoriale dà informazioni non ottenibili per altra via, perché lega le componenti chimico-fisiche con il loro impatto sul consumatore.

L’analisi sensoriale media fra profilo chimico e gradimento del consumatore e fornisce informazioni molto utili anche al marketing.

L’analisi chimica di componenti importanti presenti in un prodotto di qualità non sempre è linearmente correlata con il giudizio del consumatore. Durante la maturazione del prosciutto crudo, per esempio, si ha la produzione di grandi quantità di lisina, ma se si cerca di correlare la quantità di lisina con l’aumento di qualità e di apprezzamento del prodotto da parte del pubblico, si va incontro ad un insuccesso in quanto l’effetto della lisina sulla qualità è importante, solo se unito a quello di altre componenti.

Non esiste correlazione univoca fra gradimento e singola componente: non è detto, per esempio, che tutti i prosciutti con un determinato pH siano della stessa qualità.
L’analisi sensoriale permette di capire quali caratteristiche sensoriali influiscano maggiormente sul giudizio finale del consumatore.

 

 
I
F
E
Salato
-
-
-
Dolce
+ +
+ +
+ -
Proteolisi
- -
- -
+ +
Secco
-
-
+ +

TABELLA 1 – Correlazioni sensoriali di gradimento per il prosciutto crudo. Interviste in Italia, Francia e Spagna.

La tabella 1 è il risultato di uno studio effettuato in tre diversi paesi europei: il segno meno indica una correlazione negativa fra il giudizio e la sensazione.
Per quanto riguarda il sale si vede che all’aumentare della sensazione di salato diminuisce il giudizio di gradimento. Questo fatto può sembrare intuitivo, ma non lo è in quanto il salato non dipende soltanto dalla percentuale di sale presente nel prodotto (questa può, infatti, essere mascherata dalla presenza di altre componenti).
Il dolce è molto importante. La sensazione di secco, che in Italia ed in Francia è sicuramente sgradita al consumatore, in Spagna è molto apprezzata.
Gli atteggiamenti del consumatore nei confronti degli stessi attributi cambiano secondo il Paese e, individuando tali atteggiamenti mediante l’analisi sensoriale, si può prevedere quali saranno l’impatto ed il successo del prodotto sul mercato.

 

LA STESURA DELLA SCHEDA DI ANALAISI SENSRIALE
Per la stesura della scheda per l’analisi di un prodotto, è opportuno considerare numerosi attributi, in modo da non perdere nessuna caratteristica che potrebbe essere importante.
È necessario disporre d’attributi specifici per il prodotto.
In Francia, per esempio, il Prosciutto di Bajonne (prodotto in una zona dei Pirenei e dotato del marchio I.G.P.) ha la caratteristica peculiare di essere preparato con cosce di 2 – 3 kg più pesanti di quelle usate per gli altri prosciutti.
Sul prodotto finito, questa caratteristica avrà conseguenze che dovranno essere tenute in debita considerazione.
I profili Q.D.A. sono il risultato di studi d’analisi sensoriale.
Questi profili caratterizzano ogni prodotto dando informazioni non ottenibili con altri tipi di analisi.

La Redazione di ONAS Organizzazione Nazionale Assaggiatori Salumi
Via E. Filiberto 3 Cuneo – 12100 (CN)

Vi ricordiamo che per offrire ai consumatori di salumi gli strumenti utili a compiere scelte di acquisto consapevoli, è stata fondata a Cuneo l’Associazione Nazionale Assaggiatori Salumi (ONAS), che dal 2009 è presente anche in Friuli Venezia Giulia. L’ associazione, senza fini lucro, ha l’obbiettivo di promuovere la cultura del salume di qualità attraverso la realizzazione di corsi, serate a tema, visite di istruzione, in modo da fornire agli iscritti conoscenze tecniche, competenze sensoriali e punti di riferimento validi per orientarsi nel complesso mondo dei salumi.

Sito web ONAS: www.onasitalia.org

Insalata di orzo con Prosciutto Crudo

Ingredienti per 4 persone

1 cipolla
1 spicchio d’aglio
150 gr di carote
4 cucchiai di olio
1 dl di vino bianco
8 dl di brodo di verdura
250 gr di orzo
8 fette di prosciutto crudo
15 gr di crescione
4 cucchiai di aceto di mele
sale e pepe

Preparazione:

  • Tritate la cipolla e l’aglio.
    Successivamente tagliate le carote in quattro per il verso lungo e poi a fettine.
  • Soffriggete insieme l’orzo, il trito d’aglio e cipolla e le carote nella metà dell’olio disposizione per 2 minuti circa. Aggiungete il vino bianco e il brodo e lasciate
    bollire a fuoco basso per circa una ventina di minuti
  • Togliete la padella dal fuoco e lasciate intiepidire l’orzo e mescolatelo con l’aceto e l’olio rimasto, quindi condite con sale e pepe. Infine, spruzzate il condimento sull’insalata d’orzo e guarnite con il prosciutto crudo e il crescione.

Buon appetito!

2014 anno record per il Prosciutto toscano Dop

(contattonews.it) – Record di produzione nel 2014 per il Consorzio del Prosciutto Toscano Dop che ha raggiunto oltre 418.000 cosce, con un valore al consumo di oltre 62 milioni di euro, e una crescita rispetto al 2013 del 7,1%. Il comparto del preconfezionato ha fatto registrare, nel 2014, una produzione di vaschette di oltre 3.200.000 pezzi con una crescita del 19,1% rispetto al 2013.

“È stato un anno molto importante – afferma Cristiano Ludovici, presidente del Consorzio Prosciutto Toscano – che ci ha visto raggiungere dei risultati rilevanti, che confermano ancora una volta la capacità degli operatori toscani di rispondere concretamente alle richieste del mercato, mantenendo sempre l’obiettivo della qualità a tutti i livelli”.

Il Consorzio del Prosciutto Toscano, a cui aderiscono 21 soci, è nato per salvaguardare e valorizzare il tipico prosciutto di questo territorio, che ha caratteristiche e peculiarità ben precise. Nel 1996 il Prosciutto Toscano ha ottenuto l’ambito riconoscimento comunitario della “Denominazione di Origine Protetta”. Da quella data può fregiarsi di tale nome solo il prosciutto prodotto in Toscana ndo le regole dettate dal Disciplinare di Produzione, che prevede la provenienza delle cosce esclusivamente da suini nati, allevati e macellati in Toscana e in alcune regioni limitrofe, l’utilizzo di essenze aromatiche tipiche del territorio toscano e una lunga stagionatura.

Fonte:http://www.contattonews.it/2015/03/03/2014-anno-record-per-il-prosciutto-toscano-dop/401762/

Il prosciutto di Parma viaggia…in vaschetta

(repubblica.it – Parma) Ancora un anno in positivo per il Prosciutto di Parma in vaschetta: oltre 74 milioni le confezioni vendute nel 2014 per le quali sono stati utilizzati circa 1.500.000 Prosciutti di Parma, registrando così un incremento complessivo del 2,4%, grazie ai buoni risultati dell’export, e un fatturato stimato di 150 milioni di €. Il segmento del preaffettato  -  commenta Paolo Tanara, presidente del Consorzio del Prosciutto di Parma  -  è diventato oggi una realtà imprescindibile per il nostro comparto: rappresenta infatti una quota pari al 17% della nostra produzione annuale con un aumento di 3 punti percentuali rispetto al 2013. Il mercato italiano, che assorbe il 25% dell’affettato prodotto, risente dell’andamento generale dei consumi nazionali dove infatti le vendite risultano in lieve calo. Continua invece la crescita delle esportazioni a cui è destinato il restante 75% del prodotto preaffettato. Ed è sicuramente un dato confortante che ci fa capire quanto questa tipologia di prodotto possa ancora svilupparsi e trovare nuovi spazi, ma soprattutto ripaga gli sforzi e l’impegno di tutto il comparto, dei nostri produttori in particolare e dei circa trenta laboratori di affettamento dislocati nella ristretta area di produzione del Parma.
Per quanto riguarda l’andamento dei mercati, particolarmente vivaci sono stati quelli extraeuropei, mentre in Europa continua il processo di consolidamento delle posizioni raggiunte negli ultimi anni. In crescita inoltre i Paesi nordici dell’Europa settentrionale.
Con un +16,4% e circa 3.000.000 di vaschette vendute, gli Stati Uniti si confermano il primo mercato nell’area extraeuropea. Molto bene anche l’Australia (817.000) e il Giappone che registra un incremento dell’8,4% (610.000).

L’area europea regge con la Francia che tiene molto bene e supera 8.360.000 (+2,2%); la Germania con un +3,8% (8.770.000), la Gran Bretagna primo mercato assoluto con 18.470.000 vaschette resta più o meno stazionaria, ma sempre in lieve crescita.

Per il Prosciutto di Parma preaffettato in vaschetta il triangolo nero con la corona rappresenta la firma da ricercare per tutelarsi da qualsiasi falsificazione; un elemento che garantisce al consumatore la qualità e la genuinità del prodotto che sta acquistando.

Fonte:http://parma.repubblica.it/cronaca/2015/02/13/news/il_prosciutto_di_parma_viaggia_in_vaschetta-107215109/