Prosciutto di San Daniele: +10% nel 2014

(ILFRIULI.IT) – Giuseppe Villani, Amministratore Delegato della Villani Spa, è stato eletto dal Consiglio di Amministrazione che si è riunito martedì 14 aprile come nuovo presidente del Consorzio del Prosciutto di San Daniele e resterà in carica per i prossimi tre anni.
Il CDA è altresì composto da Stefano Fantinel e Alessio Prolongo vicepresidenti, Lorenzo Bagatto, Alberto Bellegotti, Sofia Kavcic, Nicola Levoni e Marco Pulici consiglieri rappresentanti dei produttori, Daniele Martelli consigliere rappresentante delle imprese di macellazione, Adriano Milani e Matteo Zolin consiglieri rappresentanti degli allevatori.


Il Consiglio era stato eletto lo scorso 19 marzo quando si è tenuta a San Daniele del Friuli l’Assemblea generale del Consorzio del prosciutto di San Daniele che ha proceduto al rinnovo delle cariche sociali per il triennio 2015-2017 e ha approvato all’unanimità il bilancio chiuso al 31.12.2014. Nel 2014 si attesta un aumento del 10% delle vendite del Prosciutto di San Daniele. Segno che, nonostante la congiuntura economica non favorevole, la qualità continua a premiare, così come il rigore nei controlli e l’eccellenza di uno dei prodotti simbolo di Made in Italy nel mondo.
“La conferma dell’apprezzamento del prosciutto di San Daniele da parte del mercato è motivo di grande orgoglio per il Consorzio e rappresenta l’ulteriore dimostrazione della forza del prodotto sia sul territorio nazionale che all’estero”, dichiara Giuseppe Villani, neopresidente del Consorzio del Prosciutto di San Daniele. “Questo consenso da parte del consumatore finale che continua a scegliere il nostro prodotto è espressione diretta del lavoro che è stato portato avanti dal Consorzio e del costante impegno dei produttori, volti a garantire la qualità del prodotto che diventa il valore differenziante nel momento dell’acquisto”, conclude Villani.
Le esportazioni nel 2014 hanno segnato un incremento del 6% rispetto al 2013. La quota export del prosciutto di San Daniele nel 2014 ha inciso per circa il 13% dei volumi di prodotto venduti. La quota export nei paesi della UE vale il 58% delle esportazioni (i principali mercati sono Francia, Germania, Svizzera, Belgio, Austria, Russia, Gran Bretagna), mentre crescono rispetto allo scorso anno i paesi extra comunitari (USA, Australia, Brasile, Giappone e Cina) che valgono circa il 42% del totale delle esportazioni.
Nel 2014 sono state avviate alla di produzione del Prosciutto di San Daniele DOP circa 2.500.000 cosce di suino fresche, anche in questo caso un dato in aumento del 3,7% rispetto alla produzione 2013.
Anche il Prosciutto di San Daniele DOP affettato e certificato – la cui produzione è obbligatoriamente effettuata all’interno del distretto produttivo così come previsto dal Disciplinare della DOP – nel 2014 ha proseguito la sua forte crescita avvenuta nell’ultimo biennio.
Infatti la produzione di San Daniele DOP affettato in vaschetta ha registrato una crescita del +17,3% sul 2013, attestandosi ad oltre 16.500.000 confezioni certificate, corrispondenti ad oltre 308.000 prosciutti affettati.
Il prosciutto di San Daniele DOP affettato in vaschetta rappresenta ormai il 12,4% del totale della produzione annua.

Un ulteriore dato significativo – soprattutto in relazione alla politica della qualità decisa dal Consorzio – è proprio quello relativo all’importante attività di controllo sulle cosce fresche direttamente alla consegna presso il prosciuttificio svolta dall’INEQ, Istituto Nord Est Qualità. Si tratta di un’attività di controllo che per legge va fatta a campione sulla materia prima e a San Daniele su base annua ha fatto registrare un’incidenza complessiva di controlli sul fresco del 51,5%, con un risultato finale di 1.404.670 cosce verificate.
A questo, nell’ottica della salvaguardia del marchio e del consumatore, si va ad aggiungere l’attività di tutela e vigilanza svolta dal Consorzio del prosciutto di San Daniele che consiste in una serie di ispezioni nella fase di commercializzazione del San Daniele sia sul mercato nazionale che internazionale.
Nel 2014 sono stati verificati direttamente dagli agenti vigilatori del Consorzio del Prosciutto di San Daniele un migliaio di esercizi in Italia e 500 all’estero, in linea con il notevole aumento dell’attività di tutela e vigilanza attuato negli ultimi anni: nel triennio 2012-2014 sono stati verificati quasi 3000 esercizi in Italia e più di 950 all’estero. Le ispezioni all’estero si sono concentrate su Germania e Francia, i principali paesi d’esportazione del prosciutto di San Daniele.
L’attività diretta di vigilanza da parte del Consorzio è stata affiancata da quella promossa da AICIG, l’Associazione Italiana dei Consorzi ad Indicazione Geografica, che ha monitorato nell’ultimo triennio 912 esercizi in Italia e 1052 all’estero distribuiti nelle principali città europee.
Fonte: http://www.ilfriuli.it/articolo/Economia/Prosciutto_di_San_Daniele-points-_-plus-10-percent-_nel_2014/4/142006

Jamón de Huelva o Jamón de Jabugo? Il caso rimane irrisolto

Jamon de Jabugo

Jamon de Jabugo

In Spagna il nome del prosciutto diventa una questione politica!
Infatti le attuali vicende politiche spagnole si scontrano con la richiesta avanzata tre anni fa dal Consejo Regulador de la Denominación de  Origen Jamón de Huelva di modificare il nome del pregiato Jamón de Huelva in Jamón de Jabugo, così come reclama il settore.

Il Ministro dell’Agricoltura,  Rosa Aquilar, che a seguito del recente cambio di Governo si è dimessa dal suo incarico, ha lasciato irrisolta l’oramai annosa richiesta del Consejo Regulador . Tre anni fa, infatti, su richiesta delle pressanti istanze del settore, e dei produttori è stata sottoposta la domanda di modifica del nome poiché, come dice il direttore del Consejo Regulador, José Antonio Pavón “il comparto ha già delle gravi difficoltà, unite alla dura situazione economica, e la modifica del nome in Jamón de Jabugo sarebbe qualcosa di più che solo una speranza per l’iberico della Sierra.  Il Consejo Regulador  ritiene che questa richiesta sia più che giustificata, non solo un capriccio, perché  è così che il normale consumatore, lo riconosce, identifica e chiama in tutto il mondo.

La questione è più che mai attuale. Recentemente L’Istituto internazionale San Telmo ed il Consejo Regulador, hanno redatto uno studio che verrà utilizzato nei maggiori Istituti di Formazione come caso di analisi: Il Jamón Iberico. Una questione di marca? DOP Jamón de Huelva o Jabugo.

 

Il prosciutto Veneto Berico Euganeo DOP investe in marketing

Il prosciutto Veneto Berico Euganeo pare sia sempre più di moda… anche in Vaticano!
Gian Antonio Visentin, riconfermato presidente del Consorzio di tutela del Prosciutto Veneto Berico Euganeo per il triennio 2011-2013, ha ripercorso per la rivista “Premiata Salumeria Italiana” (numero 4/11) il periodo positivo per le vendite del Veneto Berico Euganeo DOP.

Marchiatura a fuoco Prosciutto Veneto - Berico Euganeo

Marchiatura a fuoco Prosciutto Veneto - Berico Euganeo

Mettendo a confronto le vendite del 2010 (90.000 pezzi) e quelle del 2005 (55.000 pezzi) si nota il grande aumento della produzione dovuta all’aumento della richiesta.
ll Veneto Berico Euganeo DOP è sempre più conosciuto dai consumatori anche grazie alle azioni intraprese dal Consorzio che ha puntato e investito nel marketing, nella pubblicità e nella maggiore partecipazione alle fiere.

I primi mesi del 2011 sono stato molto positivi secondo Visentin, in quanto le richieste sono ostate addirittura superiori alle possibilità produttive e questa crescita ha riguardato tutti i gli undici consorziati.
Un prosciutto apprezzato da tutti: “Abbiamo portato il nostro prosciutto anche in Vaticano”, conclude il Presidente del Consorzio del Prosciutto Veneto Berico Euganeo DOP.

Il Consorzio del Prosciutto di San Daniele festeggia i suoi primi 50 anni

Cinquant’anni di tutela di un prodotto che nobilita la gastronomia del Friuli e di tutta l’Italia, per fortuna che c’è il Consorzio!!!

Infatti il 25 novembre, si sono tenuti a San Daniele del Friuli i festeggiamenti per il 50° anniversario dalla fondazione del Consorzio del Prosciutto di San Daniele, nel Museo delle Cività Contadina.

Alla presenza di tutti i consorziati, del presidente del consorzio Vladimir Dukcevich, del Direttore Mario Cichettti, e delle più alte cariche istituzionali regionali, si è tenuta la celebrazione, che ha visto la consegna a tutti i consorziati di una targa di riconoscimento per i 50 anni di collaborazione nella produzione del famoso prosciutto con lo zampino.

Il Logotipo celebrativo dei 50 anni del Consorzio del Prosciutto di San Daniele

Il Logotipo celebrativo dei 50 anni del Consorzio del Prosciutto di San Daniele

Durante l’evento è stato anche presentato il volume fotografico 50 anni per il San Daniele a cura di Antonio Giusa. Opera che costituisce un’autobiografia collettiva dei protagonisti della storia del prosciutto di San Daniele e del suo Consorzio basata sui documenti ufficiali e accompagnata dalle memorie delle persone che si sono succedute alla guida dell’associazione.

E a confermare il successo della giornata, e di 50 anni di costante lavoro, le notizie che arrivano dal mercato: il Consorzio ha avuto un incremento del 3,5% delle vendite rispetto i primi 10 mesi del 2010.

Un exploit importante del 12% si presenta nelle vendite in Europa e la stessa percentuale si registra negli Usa. Il Giappone fa segnare addirittura un +30% sul primo semestre 2010.

E per condividere con tutti la gioia del risultato raggiunto, il giorno 26 novembre, San Daniele è stata il palcoscenico di “Autunno Friulano a San Daniele”, un evento organizzato in collaborazione con la direzione centrale delle Risorse rurali, agroalimentari e forestali, l’ERSA, il Comune di San Daniele, il Consorzio del Prosciutto di San Daniele, l’Associazione Italiana Sommelier (AIS) e l’Associazione Allevatori FVG che ha portato tra le strade della cittadina collinare una serie di iniziative di degustazione. Tra le più ambite la degustazione dei vini di 52 cantine organizzata dall’AIS; gli assaggi delle ricchezze agroalimentari del Tipicamente Friulano; dai formaggi di malga e ovicaprini, alla brovada, ai prodotti da carni suine, alla floricoltura.