Fagottino di tagliolini al San Daniele

Amici amanti del prosciutto, oggi vi proponiamo una ricetta storica, inconfondibile e, senza alcun dubbio, squisita!

Ingredienti per 6 persone:

400g di tagliolini freschi
200g di prosciutto di San Daniele in fetta unica
6 fette di prosciutto di San Daniele tagliato sottile (da usare per la decorazione del piatto)
60g di olio extravergine d’oliva
250g di panna fresca
un pizzico di pepe
un pizzico di sale
semi di papavero

Preparazione:

  • Aiutandovi con un coltello, tagliate la fetta spessa di prosciutto di San Daniele a pezzettini; una volta pronti, rosolateli nell’olio extravergine d’oliva in un tegame antiaderente.
  • Aggiungete un pizzico di pepe e la crema di latte, amalgamate bene e, quando la salsa ha raggiunto l’ebollizione aggiungere i tagliolini a secco (senza averli precedentemente cotti nell’acqua)
  • Aggiungete circa 80cl di acqua bollente, un pizzico di sale e mescolate fino ad ottenere il completo assorbimento dell’acqua
  • Successivamente, in un piatto abbastanza grande, spargete i semi di papavero, disponete le fette di Prosciutto di San Daniele, appoggiatevi sopra i tagliolini. Con le estremità delle fette, cercate di formare una specie di fagottino contenente i vostri gustosissimi tagliolini!

Buon appetito!

Prosciutto di Parma, produzione e consumi in calo ma crescono export e preaffettato

(REPPUBLICA.IT) – Il Prosciutto di Parma chiude il 2014 con una produzione di circa 8.800.000 prosciutti in calo del 3,2% rispetto al 2013.
Con il 70% della produzione assorbita, l’Italia si conferma il primo mercato di sbocco per il Prosciutto di Parma, ma soffre della crisi che ha caratterizzato tutta l’economia nazionale nel 2014.

La sfavorevole situazione mercantile che ha coinvolto i prodotti alimentari ha generato una flessione del mercato del prosciutto crudo dell’8,9% rispetto alle vendite del 2013. In questo contesto anche il Prosciutto di Parma ha subito un calo dei consumi del 6,1%, ma comunque inferiore rispetto a quella dei principali concorrenti.

“Le buone notizie arrivano ancora una volta dal fronte internazionale  -  ha dichiarato Paolo Tanara, presidente del Consorzio del Prosciutto di Parma  -  dove il Parma sta ottenendo brillanti risultati, frutto di un progetto di crescita che coinvolge l’intero comparto. Negli ultimi dieci anni, abbiamo saputo migliorarci e le nostre esportazioni sono cresciute di quasi 1 milione di pezzi e la quota sul totale della produzione annuale è passata dal 18% al 30%”.

“A livello strategico – continua Tanara -, è il lavoro di squadra il vantaggio competitivo che ci giochiamo all’estero. Il compito del Consorzio è sempre stato infatti quello di affiancare le aziende associate nel loro processo di internazionalizzazione con l’obiettivo di affermare il Prosciutto di Parma come marca leader della salumeria a livello mondiale. E’ una visione ambiziosa, ma vedere oggi il Prosciutto di Parma nel menù dei migliori ristoranti di Sydney, Singapore, Tokyo, Mosca, Londra, Parigi e New York, ci dà la consapevolezza di aver costruito qualcosa di davvero importante e ci deve stimolare ad affrontare sempre nuove sfide”.

I mercati internazionali hanno assorbito oltre 2.600.000 prosciutti con la corona con un aumento rispetto al 2013 di 88.000 pezzi (+3,5%), per un fatturato stimato di 250 milioni di euro.

A trainare le esportazioni sono stati soprattutto i mercati extraeuropei grazie principalmente all’ottimo risultato degli USA che con 565.000 prosciutti esportati registrano una crescita del 12,5%. Chiudono comunque in positivo tutti i continenti. Da segnalare in particolare il Giappone che raggiunge quota 105.000 prosciutti (+3%) e l’Australia ad 87.000 (+8%).

“L’estesa distribuzione geografica delle nostre esportazioni  -  spiega Tanara  -  ci ha consentito, come più volte dichiarato, di differenziare i rischi e allo stesso tempo di cogliere anche tante opportunità, compensando quindi le difficoltà riscontrate in alcuni Paesi con le performance positive di altri mercati. Gli Usa si confermano di gran lunga il nostro primo mercato, sempre seguiti da Germania, Francia e Gran Bretagna. Continua a crescere l’Australia e segnali molto promettenti arrivano dalla Cina, non tanto per i volumi esportati, che sebbene in crescita restano comunque modesti, ma piuttosto per la favorevole evoluzione di un mercato che sta concretamente diventando più ricettivo e aperto al nostro prodotto”.

Anche il mercato comunitario tiene bene (+1,3%). La Germania resta sostanzialmente stabile con 444.000 prosciutti, la Francia cresce del 3,5% con 436.000 prosciutti e la Gran Bretagna si attesta su 350.000 prosciutti (+4%). Le performance migliori sono quelle registrate nei Paesi dell’Est Europa che sembrano finalmente pronti a recepire il Prosciutto di Parma e a diventare un mercato di sbocco importante per il futuro. In calo invece i Paesi europei non comunitari, penalizzati dalla chiusura del mercato russo che fino a quel momento risultava essere quello più promettente dei cosiddetti BRICS.

Continua inoltre il successo del Parma preaffettato: con una crescita del 2% rispetto al 2013, sono state vendute 74 milioni di confezioni di Parma nel 2014, pari a circa 1.500.000 prosciutti. Il mercato italiano assorbe il 25% delle vendite di affettato, il 58% è destinato al mercato comunitario e il restante 17% raggiunge i consumatori dei Paesi Terzi.

“Anche qui, ci teniamo a rimarcarlo, siamo stati i primi a intervenire e regolamentare un nuovo segmento che si affacciava sul mercato e che oggi, grazie a una corretta gestione, è diventato un motore di sviluppo imprescindibile per l’intero comparto”,  ha concluso Tanara.

Fonte: http://parma.repubblica.it/cronaca/2015/04/13/news/prosciutto_di_parma_produzione_e_consumi_in_calo_ma_crescono_export_e_preaffettato-111835071/

Il Prosciutto di San Daniele si conferma eccellenza d’Italia

Il San Daniele è un prosciutto crudo stagionato, riconosciuto come prodotto a Denominazione di Origine dal 1970 dallo Stato Italiano con la legge n. 507 e dal 1996 dall’Unione Europea come prodotto a Denominazione di Origine Protetta, DOP. Le sue caratteristiche uniche e straordinarie, infatti, sono dovute al particolare ambiente geografico, che include fattori naturali e umani.

Il Prosciutto di San Daniele viene prodotto, dalle 31 aziende aderenti al Consorzio, solo ed esclusivamente a San Daniele del Friuli: un comune della provincia di Udine che si estende per circa 35 kmq e conta poco più di 8mila abitanti. San Daniele sorge al centro del Friuli Venezia Giulia, sulle prime alture delle Prealpi a 252 metri sopra il livello del mare. In questa zona s’incontrano i venti freddi delle Alpi Carniche, la brezza tiepida e salmastra dell’Adriatico ed il corso del fiume Tagliamento che bagna la collina ed  agisce da termoregolatore naturale. Questo ambiente crea le condizioni ottimali per la stagionatura: un clima ideale che permette di conservare la carne esclusivamente grazie al sale marino e senza l’uso di alcun additivo.

L’intera filiera produttiva del San Daniele, che conta 4.100 allevatori, 65 macelli, 650 addetti e 31 stabilimenti, che costituiscono il Consorzio, deve rispettare rigorosamente una serie di regole, rese obbligatorie dalla Legge Italiana e dai Regolamenti dell’Unione Europea, che costituiscono il Disciplinare di Produzione. Deve sottostare a un severo sistema di controllo attuato da una struttura esterna rispetto al Consorzio, l’Istituto Nord Est Qualità (INEQ), autorizzato direttamente dal Ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali. Il Consorzio invece svolge attività di vigilanza, in qualità di “organismo di tutela” da oltre 25 anni, per difendere la Denominazione in Italia e nel mondo (oltre 1.500 punti vendita controllati ogni anno) affinché non vi siano abusi o usi illegittimi del nome, del marchio e dei segni distintivi della DOP.

Il 2014, per il prosciutto di San Daniele, si è chiuso con un giro d’affari alla produzione pari a 330 milioni di euro per 2.500.000 prosciutti venduti.  Le esportazioni sono rimaste stabili e incidono per circa il 13% sui volumi venduti, i mercati di riferimento sono: Francia, Usa, Germania, Australia, Svizzera, Belgio, Austria, Russia, Regno Unito e Giappone.

Altro dato molto significativo, ancor più rilevante se considerato nell’ambito della congiuntura economica, è stata la crescita netta del 17,3% sul 2013 della produzione del prosciutto di San Daniele pre-affettato in vaschetta. In realtà le vendite del San Daniele in vaschetta hanno raggiunto cifre da record. Ciò viene confermato dai dati di bilancio dei primi 9 mesi del 2014 che hanno registrato un +18,4% rispetto allo stesso periodo del 2013. Molto positivo per l’intero comparto è stato il periodo gennaio-settembre 2014 che ha  segnato un +10% di prosciutti venduti e un +19% di Kg affettati. Anche l’export in questo periodo ha raggiunto un +11,4% rispetto allo stesso periodo del 2013, confermando Francia (27,5%), Usa (17,3%) e Germania (13%) le nazioni in cui si è esportato maggiormente.

Il Prosciutto San Daniele è una delle DOP italiane che, insieme ad alcune altre, traina l’export agroalimentare italiano ed i numeri lo confermano.

©Futuro Europa®

Fonte: http://www.futuro-europa.it/12667/economia/san-daniele-eccellenza-ditalia.html

Degustazione: Prosciutto Crudo di San Daniele e vini in abbinamento

Tante e famose sono le DOP del Belpaese,testimoni delle nostre antiche tradizioni e dell’amore per la buona tavola italiana. Tra le eccellenze gastronomiche famose nel mondo troviamo anche il prosciutto crudo di San Daniele. La zona tipica di produzione si trova nel Friuli centrale,lungo il corso del Tagliamento. Qui l’ideale microclima unito alla qualità della materia prima (solo cosce fresche di suini provenienti dal Centro Nord), ad una particolare tecnica di lavorazione e all’antica sapienza dei produttori,fa sì che il prosciutto di San Daniele sia così riconoscibile e richiesto. I risultati di cotanta passione li si ritrova nella fetta:profumata carne magra rosso-rosata con striature di grasso, aroma delicato che diventa più persistente con il protrarsi della stagionatura ( la cui durata minima è di 13 mesi, ma che può arrivare ai 16, 18, 24 mesi).

Il sapore è dolce ed equilibrato,la sapidità e gli aromi tipici della carne stagionata si fondono insieme e producendo una piacevolissima ed appagante sensazione. La consistenza della fetta al palato è particolarmente morbida, tale da poter dire che “si scioglie in bocca”. Per un prodotto così gustoso e unico abbiamo identificato sei possibili vini in abbinamento, certi di potervi suggerire sei ottimi matrimoni di gusto.

CHAMPAGNE BRUT ROSè FLEUR DE FLO

Marguerite Guyot

Uno dei petali di Florence Guyot, nella sua versione rosata. Uvaggio comporto dal 30% di uve Pinot Noir, 30% Chardonnay, 30%Pinot Meunier e un rimanente 10% di Coteaux Champenois che subisce un leggero e sapiente affinemento in barrique. Il calice è di color rosa salmone trasparente e brillante, con riflessi ambrati. All’olfattiva sprigiona elegantissime note fruttate di frutta rossa matura, ciliegie e lamponi in chiusura,accompagnate da una leggera speziatura a contorno, pepe rosa e bacca d vaniglia. La sorsata è ampia, morbida, aggraziata, il perlage è fine, persistente,vellutato.  Una stupenda nota fresca bilanciat, una bella sapidità non aggressiva, rendono questo calice equilibrato e armonico, di carattere e tessitura. Ottimo nel rito dell’aperitivo,splendido con i salumi della tradizione italiana come le morbide fette di prosciutto di San Daniele, anche con melone di contorno. Adattissimo a tutto pasto.

METODO CLASSICO ROSè

Lini910

La vocazione spumantistica di questa cantina è nota ed in questo calice è ben evidente. Prodotto con uve di Pinot nero in purezza,36mesi sui lieviti per questo Metodo Classico. Un bellissimo colore riempie il calice, rosato brillante, non carichissimo ma ben limpido. L’olfattiva è particolarmente intrigante e affascinante:sono note fruttate piene ma non aggressive, in armonie con tinte croccanti di lieviti, biscotti appena sfornati e marmellate di frutti di bosco. Un’ eleganza accompagnata da una bella corposità, che regala con grande armonia note fresche e persistenza, anche grazie ad una ben dosata sapidità. Perlage fine, tenace e raffinato. Una sorsata piena di gusto e di stile,che si presta con facilità a  numerosi piatti, dall’aperitivo al pesce crudo, che consigliamo vivamente su un grissino torinese fatto a mano con fette di San Daniele:abbinamento riuscitissimo e di grande soddisfazione.

RIBOLLA GIALLA COLLIO DOC L’ADELCHI

Venica

Splendida realtà del Collio friulano, zona a grande vocazione enologica dove la passione per la viticultura si unisce a paesaggi unici. La cantina propone vini tipici, di grande carattere e riconoscibilità. Una gran bella interpretazione del vitigno Ribolla,che affina per 5 mesi sui lieviti. All’olfattiva si apre con copiose note fruttate, tinte agrumate e note floreali e aromatici. La sorsata è armonica, grande l’equilibrio, caldo e sapido, ottima la lunghezza. Una persistenza ed un carattere tale che lo rendono adatto a molteplici abbinamenti che spaziano dalla carne al pesce. Ottimo ben freddo come aperitivo, in particolare con fritti misti. Si consiglia di gustarlo accompagnato dal crudo di San Daniele e focaccia salata al rosmarino: le note aromatiche del vino andranno ad unirsi perfettamente con il profumo del Rosmarinus, la freschezza sarà perfetta compagna della morbidezza della tenera fetta di prosciutto.

PIGNOLETTO COLLI D’IMOLA DOC

Merlotta

Il Pignoletto,re delle colline imolesi, in abbinamento con il prosciutto San Daniele è assolutamente perfetto. Questo calice,limpido e trasparente con note leggere brillanti paglierine, regala una bellissima olfattiva pulita. Sono note di frutta matura e leggera aromaticità, che tornano circolari in retrolfattiva. Al palato è corrispondente nel gusto e nelle aspettative, con una decisa armonia. Sapido il necessario, anche grazie ai terreni, è equilibrato  tra parti morbide e dure, con eleganza. Non sfigurerà  nelle calde sere estive, ghiacciato e neppure accompagnato da finger food negli aperitivi.

BLANC DE NOIR DOSAGE ZERO 2006

Alessio Dorigo

Solo uve di Pinot nero per questo calice maschile,tagliente e netto. Le note fruttate del vitigno emergono tutte, accompagnate da una buona aromaticità e balsamicità, dovuta anche all’uso di barriques di secondo passaggio,che ne ammorbidiscono i toni. È sapido e minerale, equilibrato nel calore e nelle note acide,grande la classe e la tenuta. Si presta senza dubbio a tutto pasto, anche grazie ad una leggera tessitura tannica, che non solo non stona, ma incide nel carattere, positivamente. Ovviamente è ottimo anche come calice d’aperitivo, ben freddo. Non accontentatevi di stuzzichini banali e mettetelo alla prova con piatti di salumi e con taglieri di prosciutto San Daniele, con il quale condivide territorialità ed eccellenza.

FRANCIACORTA DOCG ROSè EXTRA BRUT

Santus

Solo uve di un’unica annata per questo calice, su precisa scelta dei titolari, Maria Luisa Santus e Gianfranco Pagano. Pinot nero in purezza, che regala decise e generose note fruttate di lamponi, fragole, mirtilli e ciliegie, accerchiate da una buona aromaticità e da tinte di pane croccante. Assolutamente equilibrata e circolare la sorsata. È morbida la schiuma, che avvolge il palato con grazia e senza prepotenza. Bolle di classe ed educate, che accompagnano una bella nota sapida e fresca. Un bicchiere di massima soddisfazione, che si presta con poliedricità a molteplici abbinamenti, compreso un bel tutto pasto. Ottimo con copiose fette di prosciutto San Daniele, anche come ingrediente di un caldo gnocco al forno, cosparso di sale grosso.

Fonte: Premiata Salumeria Italiana (4/13) di Laura Franchini

I prosciutti italiani certificati ospiti a Occhio alla Spesa

 

I prosciutti italiani certificati saranno i protagonisti della nota e didattica trasmissione “Occhio alla Spesa” su Rai uno, nella puntata di giovedì 31 gennaio alle ore 10:00.

A presentare i prosciutti durante la trasmissione condotta da Alessandro di Pietro, sarà Mauro Rosati, direttore generale della Fondazione Qualività. Queste eccellenze del patrimonio enogastronomico italiano che saranno introdotti al pubblico, sono: il Prosciutto di Parma DOP, il Prosciutto di San Daniele DOP, il Prosciutto di Carpegna DOP, il prosciutto Toscano DOP, il Prosciutto di Sauris IGP, il Crudo di Cuneo DOP, il Prosciutto Amatriciano IGP, il Prosciutto di Modena DOP, il prosciutto di Norcia IGP, il Prosciutto Veneto BericoEuganeo DOP, il Vallée d’Aoste Jambon de Bosses DOP.

I telespettatori saranno accompagnati in questo tour nazionale alla scoperta delle diverse caratteristiche autoctone e storiche dei territori di provenienza, alla ricerca della qualità e del buon gusto italiano, simboli di prestigio del Made in Italy, per conoscere i grandi numeri e i piccoli numeri di questi prodotti.

In studio  anche Walter Giorgi del Consorzio Prosciutto Toscano DOP e Anna Anceschi del Consorzio Prosciutto di Modena DOP.

 

 

Il prosciutto Veneto Berico Euganeo DOP investe in marketing

Il prosciutto Veneto Berico Euganeo pare sia sempre più di moda… anche in Vaticano!
Gian Antonio Visentin, riconfermato presidente del Consorzio di tutela del Prosciutto Veneto Berico Euganeo per il triennio 2011-2013, ha ripercorso per la rivista “Premiata Salumeria Italiana” (numero 4/11) il periodo positivo per le vendite del Veneto Berico Euganeo DOP.

Marchiatura a fuoco Prosciutto Veneto - Berico Euganeo

Marchiatura a fuoco Prosciutto Veneto - Berico Euganeo

Mettendo a confronto le vendite del 2010 (90.000 pezzi) e quelle del 2005 (55.000 pezzi) si nota il grande aumento della produzione dovuta all’aumento della richiesta.
ll Veneto Berico Euganeo DOP è sempre più conosciuto dai consumatori anche grazie alle azioni intraprese dal Consorzio che ha puntato e investito nel marketing, nella pubblicità e nella maggiore partecipazione alle fiere.

I primi mesi del 2011 sono stato molto positivi secondo Visentin, in quanto le richieste sono ostate addirittura superiori alle possibilità produttive e questa crescita ha riguardato tutti i gli undici consorziati.
Un prosciutto apprezzato da tutti: “Abbiamo portato il nostro prosciutto anche in Vaticano”, conclude il Presidente del Consorzio del Prosciutto Veneto Berico Euganeo DOP.