Fagottino di tagliolini al San Daniele

Amici amanti del prosciutto, oggi vi proponiamo una ricetta storica, inconfondibile e, senza alcun dubbio, squisita!

Ingredienti per 6 persone:

400g di tagliolini freschi
200g di prosciutto di San Daniele in fetta unica
6 fette di prosciutto di San Daniele tagliato sottile (da usare per la decorazione del piatto)
60g di olio extravergine d’oliva
250g di panna fresca
un pizzico di pepe
un pizzico di sale
semi di papavero

Preparazione:

  • Aiutandovi con un coltello, tagliate la fetta spessa di prosciutto di San Daniele a pezzettini; una volta pronti, rosolateli nell’olio extravergine d’oliva in un tegame antiaderente.
  • Aggiungete un pizzico di pepe e la crema di latte, amalgamate bene e, quando la salsa ha raggiunto l’ebollizione aggiungere i tagliolini a secco (senza averli precedentemente cotti nell’acqua)
  • Aggiungete circa 80cl di acqua bollente, un pizzico di sale e mescolate fino ad ottenere il completo assorbimento dell’acqua
  • Successivamente, in un piatto abbastanza grande, spargete i semi di papavero, disponete le fette di Prosciutto di San Daniele, appoggiatevi sopra i tagliolini. Con le estremità delle fette, cercate di formare una specie di fagottino contenente i vostri gustosissimi tagliolini!

Buon appetito!

Carpegna DOP: al via la festa e pronti per il panino più lungo del mondo…

Al via la decima edizione della “Festa del prosciutto di Carpegna Dop”, la kermesse organizzata dalla Pro Loco di Carpegna (PU), anche quest’anno protagonista di un possibile Guinness dei Primati.

La festa inizierà venerdì 19 luglio nel noto paese del Montefeltro per proseguire fino a  domenica notte con un programma di degustazione e divertimento.

Musica, balli, animazioni per bambini, mercatini,  stand gastronomici e cantine aperte sono solo alcune delle attrazioni che daranno vita alla splendida festa, ormai diventata appuntamento fisso per tanti Italiani e non.

Il protagonista ssoluto rimane il Carpegna DOP, celebre per gusto delicato e fragrante,  adatto a essere degustato da solo, tagliato in fette sottili anche a mano, che verrà omaggiato con una vera impresa titanica.

Gli organizzatori, infatti,  faranno assaggiare al  pubblico con il panino al prosciutto di Carpegna Dop più lungo del mondo, cercando di di superare il record di 84 metri del 2012.

Per info:

Ufficio turistico: tel. 0722 -77326

Mail: info@prolococarpegna.it

www.festadelprosciutto.com

In arrivo una nuova DOP: ecco il “Jambon sec de Corse”

 La pubblicazione della richiesta di registrazione per la denominazione di origine del ”Jambon sec de Corse“/“Jambon sec de Corse – prisuttu“ è stata annunciata sulla Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea C/80 del 19/03/2013. Tra i prodotti del maiale Nustrale, resta ancora in attesa di pubblicazione il Lonzo de Corse (Lonzu).

La Corsica è un paese a vocazione forestale, con condizioni edafiche e climatiche complessivamente favorevoli alla foresta. Il castagno e la quercia sono particolarmente ben rappresentati sull’intero territorio dell’isola. L’origine della produzione di questi salumi è antica ed è stata per molto tempo, assieme a quella dei prodotti caseari, una delle principali fonti di proteine animali nel regime alimentare tradizionale dell’isola.

Gli attuali sistemi di allevamento sono il retaggio di un’antica tradizione pastorale che consisteva nello spostare i suini sui territori silvo-pastorali di montagna o sui prati durante l’estate (pascoli) in base alle risorse foraggere spontanee offerte dall’ambiente circostante.

Di razza locale, il maiale ”Nustrale“ è di tipo iberico. Si tratta di un animale rustico particolarmente adatto a questo tipo di allevamento, in grado di valorizzare sufficientemente le risorse naturali che trova a sua diposizione. Sono le femmine a condurre i branchi di suini nei vari pascoli, che presentano una certa diversità (zone arboree, pascoli estivi …). I pascoli possono evolvere anche in funzione delle stagioni e delle risorse foraggere presenti nella regione.

Le caratteristiche specifiche del ”Jambon sec de Corse“/“Jambon sec de Corse – Prisuttu” sono le seguenti:

-       Una tipica forma allungata e profilata. Il geretto è sottile e snello.

-       La fetta presenta una parte magra di colore dal rosso al rosso vivo, a seconda della percentuale di pigmenti presente nei muscoli.

-       La parte magra presenta venature a causa di una percentuale di lipidi intramuscolari superiore o pari al 6%.

-       La fetta presenta un aspetto talvolta oleoso, derivante dall’elevata percentuale di acido oleico.

-       La consistenza della fetta è morbida e molto untuosa a causa dell’elevata lipolisi.

-       La fetta presenta una grande ricchezza aromatica (sapore fruttato con gusto di nocciola o di prosciutto secco o di fungo o di bosco), un caratteristico sapore salato dovuto a una percentuale di sale compresa tra il 6,5 e il 10%, una nota pepata e un sapore dolce, quasi zuccherino derivante dal grasso.

La fase di ingrasso avviene tra i mesi di ottobre e marzo, per una durata minima di 45 giorni. Durante tale periodo, gli animali si nutrono esclusivamente di ghiande e castagne, di cui si cibano mentre percorrono i territori in cui ha luogo l’ingrasso (querceti e castagneti) almeno per i primi trenta giorni. Dopo tale fase viene autorizzata l’integrazione alimentare a base di orzo. La razione di orzo è inferiore a 4 kg al giorno per maiale. Il cumulo delle razioni giornaliere di orzo apportate dall’allevatore non deve superare il 30% dell’alimentazione a base di castagne e/o ghiande durante il periodo di ingrasso.

Le fasi di salatura, asciugatura e stagionatura hanno una durata minima di 12 mesi, oltre 4 dei quali sono dedicati alla stagionatura (ultima fase della lavorazione del prodotto, realizzata esclusivamente in condizioni ambientali naturali ed essenziale per conferire alla carne la sua particolare consistenza e per consentire lo sviluppo degli aromi).

La delimitazione della zona geografica di produzione comprende i dipartimenti della Corse-du-Sud e della Haute-Corse, ad eccezione delle aree costiere.

Alimentare: Coldiretti, prosciutti Dop per 1 italiano su 3

Quasi un italiano su tre (29%) acquista regolarmente prosciutti a denominazione di origine (Dop) che vengono ottenuti secondo precisi disciplinari di produzione che garantiscono la sicurezza e la qualità  del prodotto.

E’ quanto afferma la Coldiretti sulla base di una indagine Swg nel sottolineare che il mancato rispetto delle norme evidenziato nell’operazione condotta dai Nas mette a rischio la credibilità  di un patrimonio del Made in Italy in Italia e all’estero.

Prosciutto di Parma DOP

”Se – sottolinea la Coldiretti – il prosciutto è sulle tavole di piu’ di 15 milioni di italiani all’estero le esportazioni di prosciutto di Parma hanno registrato un aumento del 4% per un giro di affari complessivo di 1,5 miliardi di euro mentre la crescita all’estero per il prosciutto San Daniele è stata del 2% nel 2011”.

”In Italia – prosegue la Coldiretti – si sono prodotte, nel 2011, 24,5 milioni di cosce di maiale, mentre ne sono state importate 67 milioni destinate, con la trasformazione e la stagionatura, a diventare prosciutti “Made in Italy” (tra crudi e cotti) perché non è obbligatorio indicare la provenienza della carne di maiale in etichetta, a differenza per quello che avviene per quella bovina dopo l’emergenza Bse”.

”I prosciutti italiani a denominazione di origine protetta che garantiscono l’origine sono – conclude la Coldiretti – Parma, San Daniele, Toscano, Modena, Carpegna e Berico Euganeo