“Friulano è chic” e l’aperitivo è servito

(ILFRIULI.IT) – Il prosciutto di San Daniele sarà l’ingrediente base delle ricette scaturite dall’estro di 21 chef di alto profilo che partecipano all’iniziativa!

Frutto della collaborazione tra l’Agenzia regionale per lo sviluppo rurale ERSA e Vinibuoni d’Italia, la guida del Touring, con la partecipazione del Consorzio del Prosciutto di San Daniele DOP, prende il via “Friulano è CHIC” un programma accattivante di valorizzazione e promozione dei prodotti enogastronomici della Regione Friuli Venezia Giulia, che si snoderà in tutta Italia per circa due settimane.
In doppi appuntamenti presso 21 prestigiosi e qualificati ristoranti, uno per ogni regione, guidati da altrettanti quotati chef dell’associazione Charming Italian Chef (CHIC), alcuni selezionati vini d’eccellenza del territorio friulano verranno serviti come aperitivo di inizio pasto, accompagnati da un appetizer a base di Prosciutto di San Daniele, e come vino per il dessert, per un totale di 42 serate d’autore.
Vinibuoni d’Italia in collaborazione con Ersa, ha cercato un modo per avvicinare in modo diretto ed efficace i produttori delle aziende vitivinicole del Friuli Venezia Giulia ai consumatori finali, mettendo in risalto le caratteristiche peculiari di ogni etichetta in abbinamento con una ricetta diversa che ha un unico fil rouge, prodotto d’eccellenza tra i più apprezzati della regione: il prosciutto di San Daniele DOP.
A testimonianza infatti della sua versatilità, sia nell’utilizzo al naturale che cotto, il Prosciutto di San Daniele è l’ingrediente base delle ricette scaturite dall’estro di 21 chef di alto profilo dell’associazione CHIC, coinvolti in questo ciclo di appuntamenti.
L’associazione Charming Italian Chef “Chic” comprende chef di alto profilo, buona parte dei quali stellati Michelin, dislocati su tutto il territorio nazionale, che propongono una cucina tipica italiana, interpretata con grande creatività, nel rispetto delle materie prime locali e dell’inestimabile miniera di prodotti di cui è ricco il nostro Paese.
Da oggi, tutte le regioni d’Italia parlano friulano, perché Friulano è CHIC.
Saranno Lombardia, Veneto, Friuli Venezia Giulia, Emilia Romagna, Piemonte, Umbria, Lazio e Sicilia, le prime regioni che ospiteranno questo ciclo di serate che raccontano i tratti di unicità che caratterizzano la cultura enogastronomica della regione Friuli Venezia Giulia. A seguire Valle d’Aosta, Liguria, Trentino Alto Adige, Toscana, Marche, Abruzzo, Campania e Puglia.

Fonte:http://www.ilfriuli.it/articolo/Gusto/-dquotes-Friulano_%C3%A8_chic-dquotes-_e_l%E2%80%99aperitivo_%C3%A8_servito/10/141901

Prosciutto di Modena DOP: crescono la produzione e le vendite on line

(FOODWEB.IT) – Nel comparto dei salumi avanzano le nicchie. Il Consorzio del prosciutto di Modena ha ufficializzato i dati della produzione del 2014, che con 82mila cosce prodotte (contro le 75mila dell’anno precedente) registra un trend del +8% rispetto al 2013 a fronte di un giro d’affari di 6 milioni di euro.

Buoni risultati ascrivibili alle performance registrate in gdo, ma anche alle vendite on line su ‘Piacere Modena’, l’eshop, che consente di acquistare direttamente sul portale multilingue numerose proposte alimentari dei Consorzi di tutela e delle dop e igp provinciali della società Palatipico, tra le quali anche il prosciutto di Modena dop. La piattaforma di commercio digitale, che è stata estesa anche a Germania, Francia, Spagna e Regno Unito, è diventata un canale preferenziale per la valorizzazione e l’acquisto anche all’estero delle tipicità culinarie della tradizione modenese. I numeri dell’export quest’anno sono positivi: la dop modenese ha registrato un incremento del 5% nelle vendite verso l’Unione Europea, con la Francia e la Germania come principali partner.

“Abbiamo ricevuto dal mercato segnali incoraggianti con significativi aumenti di produzione anche per una specialità di nicchia come la nostra”.- ha affermato Davide Nini, presidente del Consorzio del Prosciutto di Modena. Secondo i dati rilasciati dall’ente di tutela, il canale preferenziale è la gdo che veicola il 70% delle vendite in Italia grazie alla crescente richiesta da parte di alcune grandi insegne di stagionature più elevate per la fascia top di gamma.

Il disciplinare del Consorzio del prosciutto di Modena ha stabilito un allungamento della stagionatura minima che è passata da 12 a 14 mesi, la più lunga tra tutti i prosciutti dop italiani.

http://www.foodweb.it/2015/03/prosciutto-di-modena-dop-cresce-la-produzione-anche-grazie-alle-vendite-on-line/

Il Prosciutto di San Daniele si conferma eccellenza d’Italia

Il San Daniele è un prosciutto crudo stagionato, riconosciuto come prodotto a Denominazione di Origine dal 1970 dallo Stato Italiano con la legge n. 507 e dal 1996 dall’Unione Europea come prodotto a Denominazione di Origine Protetta, DOP. Le sue caratteristiche uniche e straordinarie, infatti, sono dovute al particolare ambiente geografico, che include fattori naturali e umani.

Il Prosciutto di San Daniele viene prodotto, dalle 31 aziende aderenti al Consorzio, solo ed esclusivamente a San Daniele del Friuli: un comune della provincia di Udine che si estende per circa 35 kmq e conta poco più di 8mila abitanti. San Daniele sorge al centro del Friuli Venezia Giulia, sulle prime alture delle Prealpi a 252 metri sopra il livello del mare. In questa zona s’incontrano i venti freddi delle Alpi Carniche, la brezza tiepida e salmastra dell’Adriatico ed il corso del fiume Tagliamento che bagna la collina ed  agisce da termoregolatore naturale. Questo ambiente crea le condizioni ottimali per la stagionatura: un clima ideale che permette di conservare la carne esclusivamente grazie al sale marino e senza l’uso di alcun additivo.

L’intera filiera produttiva del San Daniele, che conta 4.100 allevatori, 65 macelli, 650 addetti e 31 stabilimenti, che costituiscono il Consorzio, deve rispettare rigorosamente una serie di regole, rese obbligatorie dalla Legge Italiana e dai Regolamenti dell’Unione Europea, che costituiscono il Disciplinare di Produzione. Deve sottostare a un severo sistema di controllo attuato da una struttura esterna rispetto al Consorzio, l’Istituto Nord Est Qualità (INEQ), autorizzato direttamente dal Ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali. Il Consorzio invece svolge attività di vigilanza, in qualità di “organismo di tutela” da oltre 25 anni, per difendere la Denominazione in Italia e nel mondo (oltre 1.500 punti vendita controllati ogni anno) affinché non vi siano abusi o usi illegittimi del nome, del marchio e dei segni distintivi della DOP.

Il 2014, per il prosciutto di San Daniele, si è chiuso con un giro d’affari alla produzione pari a 330 milioni di euro per 2.500.000 prosciutti venduti.  Le esportazioni sono rimaste stabili e incidono per circa il 13% sui volumi venduti, i mercati di riferimento sono: Francia, Usa, Germania, Australia, Svizzera, Belgio, Austria, Russia, Regno Unito e Giappone.

Altro dato molto significativo, ancor più rilevante se considerato nell’ambito della congiuntura economica, è stata la crescita netta del 17,3% sul 2013 della produzione del prosciutto di San Daniele pre-affettato in vaschetta. In realtà le vendite del San Daniele in vaschetta hanno raggiunto cifre da record. Ciò viene confermato dai dati di bilancio dei primi 9 mesi del 2014 che hanno registrato un +18,4% rispetto allo stesso periodo del 2013. Molto positivo per l’intero comparto è stato il periodo gennaio-settembre 2014 che ha  segnato un +10% di prosciutti venduti e un +19% di Kg affettati. Anche l’export in questo periodo ha raggiunto un +11,4% rispetto allo stesso periodo del 2013, confermando Francia (27,5%), Usa (17,3%) e Germania (13%) le nazioni in cui si è esportato maggiormente.

Il Prosciutto San Daniele è una delle DOP italiane che, insieme ad alcune altre, traina l’export agroalimentare italiano ed i numeri lo confermano.

©Futuro Europa®

Fonte: http://www.futuro-europa.it/12667/economia/san-daniele-eccellenza-ditalia.html

Jamon iberico? Meglio il prosciutto nostrano

(Federico Francesco Ferrero  – La Stampa Cucina)  Non ci sono ormai ristoranti di grido, vinerie alla moda, gastronomie di tendenza, pizzerie di lusso che non espongano in bella mostra una coscia di prosciutto spagnolo, l’ormai onnipresente Jamón Ibérico. Non ci sarebbe nulla di male, se il prodotto principe della tradizione agroalimentare italiana non fosse proprio il nostro prosciutto nazionale. Intanto basterebbe fare un giro in Spagna, in una delle poche norcinerie non turistiche, per verificare all’assaggio, come questi prosciutti non siano tutti uguali e egualmente pregiati.
I difetti organolettici abbondano, la mediocrità anche e l’estasi è garantita da ben poche cosce correttamente lavorate e stagionate. E raramente sono quelle che troviamo nei locali di mezzo mondo. Inoltre sarebbe sufficiente dedicarsi all’assaggio dei nostri prosciutti a lunga stagionatura, prodotti con sapienza da pochi eroici artigiani, per scoprire che, al taglio e al palato, la produzione italiana di eccellenza umilia, per raffinatezza e delicatezza olfattiva, i vertici della salumeria iberica. Parma, San Daniele e Sauris, nelle loro espressioni migliori, benché di raro e difficoltoso approvvigionamento, sono cibo degli dei.  Personalmente preferisco il prosciutto friulano, per l’umidità dolce che rimane nella parte di carne accanto all’osso. Ma anche il Parma è straordinario, soprattutto se stagionato e tagliato al coltello. Smettiamola con le nostre provinciali esterofilie e rimettiamo in tavola l’Italia!

federicofrancescoferrero.com

Fonte: http://www.lastampa.it/2015/03/26/societa/cucina/doctor-chef/jamon-iberico-una-moda-che-sa-di-esterofilia-yFYXDY4dA6NsrKZbWcQQWJ/pagina.html

Il Consorzio richiede la tutela mondiale per il San Daniele

(Messaggero Veneto) – VERONA. Una sorta di “scudo” mondiale anti contraffazioni. Una tutela allargata che impedisca di spacciare per prosciutto crudo di San Daniele qualsiasi altro prosciutto realizzato chissà dove e acquistabile nei supermercati di Toronto o di Brisbane, di Durban o di Buenos Aires.

E’ questo l’appello che il direttore del Consorzio Mario Cichetti ha lanciato nell’ambito dell’incontro avvenuto a Vinitaly, con l’europarlamentare e presidente della Commissione Ue agricoltura e sviluppo rurale Paolo De Castro, durante il quale si è dibattuto sulle novità in tema di libero scambio, con i più recenti aggiornamenti riguardo al Ttip (Il partenariato transatlantico per il commercio e gli investimenti).

«Quello che ci auguriamo è che la tutela legale dei marchi a denominazione non si limiti all’interno dei confini dell’Unione europea – ha detto Cichetti -, ma venga estesa anche al di fuori del nostro continente. Ciò costituirebbe una definitiva affermazione del valore del Made in Italy in tutto il mondo. Un valore universalmente riconosciuto, che tutela prima di tutto il consumatore finale dall’acquisto di prodotti contraffatti.

Oltre a questo ci auguriamo che sul tavolo delle negoziazioni dei Ttip vengano dipanate le questioni relative alle regole igienico-sanitarie per lo scambio di prodotti alimentari tra Unione europea e Stati Uniti in favore di una certa equivalenza nei sistemi di ispezione e valutazione in particolare dei prodotti a base di carne fresca adottati da entrambi i Paesi. Per quanto riguarda il prosciutto di San Daniele Dop – prosegue Cichetti – le regole sanitarie cui i produttori devono sottostare per poter esportare negli Stati Uniti sono assolutamente restrittive.

La “tolleranza zero” da parte degli Usa sulle tematiche legate alla presenza di “Lysteria monocytogenes” (un batterio comunemente diffuso nell’ambiente che può essere ritrovato nel suolo, nei vegetali, nelle acque, nei granai, e in diversi alimenti di origine animale consumati crudi), condiziona in modo sensibile l’export del prosciutto.

Questo implica per i produttori di San Daniele una gestione particolare della lavorazione in aree delimitate degli impianti abilitati per l’export negli Usa e il relativo sforzo economico di adeguamento. Le esportazioni costituiscono una risorsa vitale per il settore e in particolare quelle verso gli Stati Uniti, un mercato insostituibile e tra le principali destinazioni per il nostro prodotto. Il superamento di queste restrizioni quindi rappresenterebbe la reale apertura tra i due mercati, un vero grande dialogo basato sulla tradizione e sulla fiducia nelle nostre tecniche produttive e di controllo, che da secoli danno vita ad un prodotto assolutamente unico in termini di qualità e autenticità».

http://messaggeroveneto.gelocal.it/udine/cronaca/2015/03/25/news/la-sfida-del-consorzio-tutela-mondiale-per-il-san-daniele-1.11114142

 

Il Prosciutto di Parma e il Parmigiano Reggiano in vetrina da Harrods

(adnkronos) – Il Prosciutto di Parma e il Parmigiano Reggiano sono protagonisti da Harrods, il tempio dello shopping londinese. Fino al 28 marzo sono esposte cosce di prosciutto e forme di Parmigiano nell’ambito della mostra Stealing Beauty (Furto di bellezza).

Non a caso, dunque, le due eccellenze alimentari italiane vengono associate ad un’aquila – considerata la più bella creatura del mondo animale – intenta a rubare tale bellezza, esposta insieme ad alcuni vini spagnoli. A completare l’esposizione, una serie d’immagini relative al Parmigiano Reggiano e al Prosciutto di Parma che scorreranno sugli schermi posti al quinto piano della sede Londinese di Harrods, disposta su 7 piani e 93.000 metri quadrati di superficie.

La scelta dell’eccellenza rappresentata dai due prodotti, però, non si ferma ad aspetti culturali ed estetici: Harrods, infatti, ospiterà una giornata di degustazione all’interno della Food Hall. I clienti potranno così degustare Prosciutto di Parma appena affettato e Parmigiano Reggiano, oltre ad approfondire la conoscenza dei prodotti e delle loro qualità.

Fonte: http://www.adnkronos.com/soldi/economia/2015/03/07/prosciutto-parma-parmigiano-reggiano-vetrina-harrods_KOWJZXtBNXFBniG69BwXiP.html

Il prosciutto di Parma viaggia…in vaschetta

(repubblica.it – Parma) Ancora un anno in positivo per il Prosciutto di Parma in vaschetta: oltre 74 milioni le confezioni vendute nel 2014 per le quali sono stati utilizzati circa 1.500.000 Prosciutti di Parma, registrando così un incremento complessivo del 2,4%, grazie ai buoni risultati dell’export, e un fatturato stimato di 150 milioni di €. Il segmento del preaffettato  -  commenta Paolo Tanara, presidente del Consorzio del Prosciutto di Parma  -  è diventato oggi una realtà imprescindibile per il nostro comparto: rappresenta infatti una quota pari al 17% della nostra produzione annuale con un aumento di 3 punti percentuali rispetto al 2013. Il mercato italiano, che assorbe il 25% dell’affettato prodotto, risente dell’andamento generale dei consumi nazionali dove infatti le vendite risultano in lieve calo. Continua invece la crescita delle esportazioni a cui è destinato il restante 75% del prodotto preaffettato. Ed è sicuramente un dato confortante che ci fa capire quanto questa tipologia di prodotto possa ancora svilupparsi e trovare nuovi spazi, ma soprattutto ripaga gli sforzi e l’impegno di tutto il comparto, dei nostri produttori in particolare e dei circa trenta laboratori di affettamento dislocati nella ristretta area di produzione del Parma.
Per quanto riguarda l’andamento dei mercati, particolarmente vivaci sono stati quelli extraeuropei, mentre in Europa continua il processo di consolidamento delle posizioni raggiunte negli ultimi anni. In crescita inoltre i Paesi nordici dell’Europa settentrionale.
Con un +16,4% e circa 3.000.000 di vaschette vendute, gli Stati Uniti si confermano il primo mercato nell’area extraeuropea. Molto bene anche l’Australia (817.000) e il Giappone che registra un incremento dell’8,4% (610.000).

L’area europea regge con la Francia che tiene molto bene e supera 8.360.000 (+2,2%); la Germania con un +3,8% (8.770.000), la Gran Bretagna primo mercato assoluto con 18.470.000 vaschette resta più o meno stazionaria, ma sempre in lieve crescita.

Per il Prosciutto di Parma preaffettato in vaschetta il triangolo nero con la corona rappresenta la firma da ricercare per tutelarsi da qualsiasi falsificazione; un elemento che garantisce al consumatore la qualità e la genuinità del prodotto che sta acquistando.

Fonte:http://parma.repubblica.it/cronaca/2015/02/13/news/il_prosciutto_di_parma_viaggia_in_vaschetta-107215109/

Stop del Mipaaf ai falsi prodotti “made in Italy”

l ministero delle Politiche agricole, grazie all’intervento dell’Ispettorato repressioni frodi, ha bloccato la vendita di prodotti contraffatti in Olanda e Gran Bretagna. Salgono a quota 110mila i controlli in Italia e all’estero contro le frodi alimentari.

di Monica Rubino (repubblica.it)

ROMA - Avevano provato a vendere falso Prosecco dop alla spina in negozi, locali, supermercati e siti web della Gran Bretagna. Mentre in Olanda alcune catene della grande distribuzione smerciavano un salume pre-confenzionato, il “Parma Ham”, spacciandolo per vero Prosciutto di Parma, come il ministero delle Politiche Agricole (Mipaaf) ha anticipato a Repubblica.it. Ma le truffe sono state scoperte e bloccate dal Mipaaf tramite l’Ispettorato repressioni frodi (Icqrf). E oggi i produttori delle ‘bollicine’ trevigiane e del rinomato salume emiliano ringraziano il ministro Maurizio Martina per il lavoro svolto a difesa di alcune delle produzioni enogastronomiche italiane di maggior successo nel mondo. L’inganno del Prosecco è stato stoppato grazie alla collaborazione del Department for Environment Food and Rural affairs (Defra), il ministero britannico dell’Ambiente, alimentazione e agricoltura, che ha effettuato decine di controlli dopo le segnalazioni ricevute dal nostro Icqrf, a sua volta sollecitato dai tre consorzi di tutela dei vini a denominazione protetta.  Le catene olandesi “Jumbo” e “C1000″, invece, proponevano sotto il loro marchio di fabbrica prosciutto affettato e confezionato direttamente dai punti vendita con la dicitura “Prosciutto di Parma” posta sull’etichetta degli scaffali. Evocavano perciò chiaramente la Dop italiana, che può essere prodotta, confezionata (eventualmente affettata) e commercializzata solo a norma di legge e del disciplinare di produzione. E traevano così in inganno i consumatori. Le autorità olandesi sono quindi intervenute bloccando la commercializzazione del prodotto tarocco. Grazie alla normativa europea, fortemente voluta dall’Italia (reg. Ue 1151/12), la protezione delle nostre produzioni Igp e Dop può essere attivata su tutto il territorio dell’Ue con il pieno coinvolgimento degli Stati membri in cui avviene la vendita irregolare. “Queste operazioni ci dimostrano ancora una volta – sottolinea Martina – quanto sia efficace ed autorevole il nostro sistema di controlli che, non a caso, viene preso a modello da molti Paesi. Siamo primi in Europa – continua il ministro – nella tutela del settore agroalimentare, come ha sottolineato anche di recente la Commissione Ue. Nel 2014 sono state più di 110 mila le verifiche sulla filiera agroalimentare italiana, con sequestri per oltre 40 milioni di euro. Quest’anno abbiamo decuplicato gli interventi, passando da una decina a 145 casi di ritiro dal commercio dei prodotti. Stiamo lavorando intensamente anche sul web. Abbiamo stretto un accordo con ‘eBay’ che ci consente di far rimuovere falsi prodotti dagli scaffali virtuali. In vista di Expo organizzeremo il Forum europeo sulla lotta alla contraffazione agroalimentare. Vogliamo fare un salto di qualità su questo fronte dialogando anche con Paesi come gli Stati Uniti o la Cina”. “Dal Mipaaf arriva un segnale positivo – commenta Innocente Nardi, presidente del Consorzio di tutela Prosecco Superiore di Conegliano Valdobbiadene Docg – di efficacia. Riconosciamo la tempestività dell’intervento che ha portato avanti la segnalazione congiunta dei tre Consorzi di tutela. Il nome Prosecco appartiene al nostro territorio, rappresenta una eccellenza made in Italy, e come tale non può non essere tutelata. Frodi simili ci sono state segnalate pure in Canada e anche lì stiamo operando per tutelare il nostro marchio”. Una truffa, quella del Prosecco alla spina, che fa il paio con quella segnalata circa due anni fa della sambuca colorata che ha invaso i mercati europei. Milioni di bottiglie di un liquore multicolor, che sfrutta il nome e la fama del tradizionale prodotto italiano ma che ha caratteristiche completamente diverse, sono state esportate nel mercato europeo, soprattutto britannico. E non dimentichiamo l’altro inganno scoperto un anno fa sempre nel Regno Unito, dove il famoso grande magazzino ‘Harrods’ vendeva con il proprio marchio un olio imbottigliato nel Regno Unito e spacciato come extravergine di oliva IGP ‘Toscano’, un’altra denominazione protetta in ambito Ue.

http://www.repubblica.it/salute/alimentazione/2015/01/24/news/dal_finto_prosecco_al_prosciutto_di_parma_tarocco_stop_del_mipaaf_al_falso_made_in_italy-105635517/

Il Consorzio del Prosciutto Toscano partecipa alla Chianti Classico Collection 2015

Il Consorzio del Prosciutto Toscano partecipa alla Chianti Classico Collection 2015 che si tiene il 17 e 18 febbraio presso la Stazione Leopolda di Firenze, Via Fratelli Rosselli 5. Una manifestazione di respiro internazionale che rappresenta uno dei maggiori eventi promozionali e mediatici mai realizzati in Italia. Per il Consorzio del Prosciutto Toscano la due giorni fiorentina è un’ottima vetrina per divulgare le potenzialità qualitative del prodotto e per promuovere lo stretto legame fra la denominazione e il suo territorio. Durante l’evento, ricco di incontri enogastronomici, sarà possibile degustare il Prosciutto Toscano Dop attraverso due modalità: in degustazione, nell’ambito dei buffet dei tre momenti conviviali della manifestazione (il pranzo e la cena del 17 febbraio e il pranzo del 18) e per tutta la durata della manifestazione attraverso lo stand, situato nell’area dedicata alle eccellenze AICG.

Leggi questo articolo su: http://www.gonews.it/2015/02/03/chianti-classico-collection-anche-il-prosciutto-toscano-presente-alla-leopolda-per-levento/
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Al via “Legends from Europe” con Prosciutto di San Daniele e Prosciutto di Parma

(Winenews.it) – L’unione fa la forza, soprattutto se si parla di conquistare nuovi spazi nei mercati del mondo. E camminare insieme negli States è la strada che hanno deciso di continuare a percorrere 4 Dop tra le più importanti dell’agroalimentare italiano, quelle del Grana Padano, del Prosciutto di San Daniele, del Prosciutto di Parma e del formaggio Montasio, con il progetto “Legends from Europe”, cofinanziato dall’Unione Europea per un investimento triennale da 2,5 milioni di euro. Una scelta dovuta agli ottimi risultati del triennio promozionale del progetto, creato per diffondere la conoscenza dei prodotti a denominazione europei, che si è chiuso in febbraio 2014, riporta l’Ansa, con le Dop protagoniste (tra cui il Parmigiano Reggiano) che hanno visto un aumento del 40%, per un totale di 166 milioni di euro. Inoltre già alla fine del primo anno di attività la conoscenza della certificazione europea e dei prodotti Dop era cresciuta nei consumatori intervistati del 10%, secondo un sondaggio di Jrs Consulting.
Un report di The Speciality Food Association, inoltre, vede alcuni cittadini americani sempre più disposti a spendere per il buon cibo: i cosiddetti foodies (gli appassionati del cibo), oltre 30 milioni di persone contraddistinte da una elevata capacità di riconoscere la qualità degli alimenti e da una spiccata curiosità verso la cucina. Per conquistare questo target sono in programma varie azioni di comunicazione, dai programmi tv, alla formazione dei professionisti, alle fiere di settore (http://bit.ly/156yYgY)